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Il Partito Comunista Cinese e l’Economia Privata nella “nuova era”. Un commento agli sviluppi recenti

di - 1 Marzo 2021
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Nell’anno segnato in maniera drammatica dall’esplosione e dal perdurare dell’emergenza sanitaria globale, la Repubblica Popolare Cinese ha capitalizzato l’attenzione mediatica svolgendo e pubblicizzando una narrativa della gestione della crisi che, almeno ad ora, ha rappresentato una dimostrazione di forza della leadership del Partito Comunista Cinese.
E’ pertanto, questo, un anno simbolico, adatto a confermare un’ulteriore maturazione del complesso politico-economico cinese, della sintesi fra modello politico-costituzionale socialista ed economia socialista di mercato. Di tal sintesi è esempio lampante un importante documento licenziato il 15 settembre 2020 dal Comitato Centrale del PCC, le «Opinioni sul Rafforzamento del Lavoro del Fronte Unito nell’Economia Privata nella Nuova Era»[1].
Il documento, che ha suscitato notevole attenzione fra la stampa più o meno specializzata, si presenta, nel contenuto, come una serie di linee guida rivolte al Dipartimento di Lavoro del Fronte Unito (中共中央统一战线工作部 – zhonggongzhongyangtongyizhanxiangongzuobu) nella sua funzione di organo, in seno al Comitato Centrale, per la promozione delle iniziative e del ruolo stesso del PCC nell’economia e nella società cinesi e non solo.
In un contesto più ampio, tuttavia, esso indica il livello e le forme dell’integrazione tra potere politico ed economia privata nella Cina di Xi Jinping. Una comprensiva, per quanto sintetica, analisi del testo del documento, può pertanto rendere all’osservatore esterno (anche non sinologo) l’idea della complessità del modello di capitalismo di stato perseguito dal Partito Comunista Cinese sotto l’attuale leadership.

Le Opinioni, in punto di contenuti, si sviluppano attorno ad una serie di concetti chiave: l’educazione politico-morale degli operatori economici, l’inclusione di tali operatori e delle loro associazioni/organizzazioni nei processi decisionali del Partito e dello Stato, la procedimentalizzazione dei meccanismi di governo e supervisione dell’economia privata. Si tratta di apparati concettuali noti già da tempo al diritto dell’economia cinese, applicati con considerevole successo per il PCC in settori strategici quali quello della pianificazione economica[2]. E’ tuttavia significativo che essi siano integrati in una presa di posizione organica sulla necessità di consolidare l’approccio coordinante del Partito nei confronti dell’economia privata cinese che, come ricorda il Comitato Centrale, è uno dei punti di partenza per lo sviluppo del socialismo con caratteristiche cinesi e per l’aderenza ideologica allo stesso.
Al contempo, il ruolo guida del PCC è rivolto alla promozione della qualità dell’economia privata e dei processi di innovazione, trasformazioni che la Cina di Xi giudica non solo necessarie ma anche urgenti[3].
A partire da queste basi, le Opinioni si preoccupano in primo luogo di delineare i presupposti ideologici di questa fase di trasformazione, percepita, come di consueto nella cultura politica cinese, come a lungo termine e graduale[4]. L’enfasi è ovviamente posta sul pensiero di Xi e sulla simbologia del “Sogno cinese” e, quindi, su quell’aspirazione alla prosperità scandita temporalmente dai “due centenari”, quello della fondazione del PCC (2021) e quello della fondazione della Repubblica Popolare Cinese (2049)[5].
Si percepisce tuttavia, nell’impianto delle Opinioni, l’influenza fondamentale, sebbene non esplicitata, della teoria delle Tre Rappresentanze (三个代表 – sangedaibiao), preziosa eredità ideologica della segreteria di Jiang Zemin (1989-2002), volta a (ri)affermare la capacità del PCC di esprimere le istanze e gli interessi della società cinese, resa più varia e complessa dallo sviluppo economico. Una delle tre rappresentanze riguarda esattamente la capacità del PCC di rappresentare le istanze delle forze produttive avanzate dell’economia cinese.
Dietro le vesta della propaganda, questo concetto ha costituito e costituisce ancora una delle basi fondamentali per l’esercizio dell’influenza del Partito sull’economia privata cinese, in quanto offre la giustificazione politica per il coinvolgimento degli imprenditori privati nelle strutture decisionali del PCC. E’ stato infatti notato dagli osservatori come proprio la segreteria di Jiang abbia visto l’avvio di un trend, che prosegue ancor oggi, e che vede l’imprenditoria privata cinese sempre più interessata ad ottenere la tessera del PCC[6]. Allo stesso tempo, il trend politico è supportato dal diritto: la segreteria Jiang ha visto altresì l’introduzione di norme fondamentali che regolano la presenza di cellule del PCC nelle imprese cinesi (pubbliche e private) e la responsabilità politica dei singoli imprenditori (e dei loro dipendenti) che siano anche membri del Partito[7].
La dimensione operativa in cui si collocano le Opinioni è pertanto quella di un’attività trasversale del PCC, costruita attorno ad un’ideologia moderna, tarata sulle esigenze dell’economia mista (il socialismo di mercato) cinese. Diviene allora fondamentale individuare gli strumenti attraverso i quali concretizzare quest’opera di coordinamento che, le Opinioni ricordano, non è solo politico-economico, ma anche etico-morale, teso quindi alla promozione di un “codice di comportamento” dell’operatore economico privato.

Come ricordato poco fa, il primo di questi strumenti è quello dell’educazione politica degli imprenditori. Nel contenuto delle Opinioni, questa educazione assume significati vari: da un lato vi è la spinta alla promozione e pubblicizzazione delle attività e dei prodotti teorici ed ideologici del PCC, ossia i principali documenti di policy, le prese di posizione, i comunicati, ecc[8]. Dall’altro lato vi è l’organizzazione di attività concrete, di eventi tematici, di occasioni di insegnamento e di educazione condotte dai funzionari del partito. Si individuano altresì degli “esempi” rilevanti che possano fungere da oggetto per questi eventi educativi, come i problemi e le esperienze dello sviluppo in alcune regioni più povere del paese, o le traiettorie dei decenni di riforme ed apertura (改革开放 – gaigekaifang)[9].
Lo scopo di questi processi educativi è, secondo le Opinioni, multiforme. In primo luogo, lo abbiamo detto, c’è l’esigenza di una qualificazione disciplinare e morale degli operatori economici privati, tesa all’autocontrollo delle proprie parole ed azioni, alla conduzione di uno stile di vita moralmente appropriato, alla costruzione di un’appropriata rete di relazioni, vale a dire – è facile arguire – la ricerca di una dimensione interpersonale che valorizzi il rispetto, da parte dell’imprenditore privato, dell’ideologia e degli obbiettivi di sviluppo posti dal Partito[10]. Anche in questo caso, nessuna vera novità. Le Opinioni recepiscono e perfezionano obbiettivi già perseguiti in iniziative passate, come la “codificazione” dei valori fondamentali del socialismo (社会主义核心价值 – shehuizhuyihexinjiazhi), avviata già durante la segreteria di Hu Jintao e rimasta, almeno fino a tutto il primo mandato di Xi Jinping, un tema fondamentale dello sviluppo politico e giuridico della Cina. Ancor più rilevante è stata però forse la promulgazione della Legge sulla Supervisione, che assoggetta al controllo di una Commissione Nazionale per la Supervisione (e delle Commissioni subordinate a livello locale) non soltanto i funzionari pubblici, non soltanto le imprese pubbliche, ma altresì tutti gli operatori che esercitino attività su concessione o in accordo con le autorità pubbliche e tutti coloro che gestiscano “affari pubblici”[11]. I canoni sulla cui base è esercitata la supervisione non si limitano al rispetto delle leggi, ma altresì all’aderenza a canoni etico-morali rimasti non spiegati e difficili da definire con esattezza, e che pertanto possono essere compresi solo se riferiti ad una più generale attività di educazione in capo alla guida ideologica del PCC[12].
Accanto ad uno scopo pedagogico-formativo, tuttavia, l’attività di educazione ha altresì un importante funzione di selezione, ossia individuazione e promozione, nel novero degli operatori economici privati, di figure adatte sia a ricoprire ruoli istituzionali sia a rappresentare in pubblico il modello di sviluppo perseguito dal potere politico. In quest’ultima prospettiva, le Opinioni promuovono la pubblicizzazione, in chiave di esempi positivi, di operatori economici il cui lavoro è giudicato in linea con le priorità dello sviluppo del paese e la cui indole etico-morale è ritenuta appropriata[13]. L’idea di fondo è sempre la stessa: nel cammino verso la ricchezza, l’imprenditore privato deve pensare al progresso comune[14].
Più rilevante sul piano istituzionale è però un’altra linea, ossia quella di selezionare (o raccomandare) personalità dell’imprenditoria privata per servire quali presidenti delle associazioni di categoria, ma anche quali membri dei Congressi del Popolo a livello nazionale e locale e delle Conferenze Consultive del Popolo[15]. Con riferimento a queste ultime istituzioni, va ricordato che uno degli scopi istituzionali delle Conferenze Consultive del Popolo è proprio quello di dare rappresentatività, pur in un organo consultivo, alle istanze della società e dell’economia cinesi.

Note

1.  关于加强新时代民营经济统战工作的意见

2.  Sul punto v. G. Sabatino, Legal Features of Chinese Economic Planning, in I. Castellucci (a cura di), Saggi di Diritto Economico e Commerciale Cinese, Editoriale Scientifica, Napoli, 2019, pp. 33-78.

3.  § 3.

4.  §§ 4 ss.

5.  § 4.

6.  V. X. Yan, J. Huang, Navigating Unknown Waters: The Chinese Communist Party’s New Presence in the Private Sector, in China Review, Vol. 17(2), 2017, pp. 37-63.

7.  V. in particolare l’Art. 19 della Legge sulle Società del 1993 e l’Art. 7 della Legge sulle Imprese Individuali del 1999.

8.  V. ad es. § 6.

9.  § 7. L’espressione gaigekaifang si riferisce al processo di riforme avviato in Cina a seguito della fine del maoismo e mai concluso. Si tratta pertanto di una fase storica ancora in corso ed in continuo divenire.

10.  §§ 8-9.

11.  Art. 15(2) della Legge sulla Supervisione.

12.  Art. 11.

13.  § 12.

14.  § 9.

15.  § 13.

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