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Le anatre zoppe della valorizzazione del patrimonio pubblico

di - 6 Novembre 2015
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In relazione alle questioni sopra indicate sono state avviate alcune segnalazioni da parte di operatori privati nei confronti dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione.
E’ evidente quindi come le considerazioni sopra esposte renderanno necessario che il Governo e il MEF intervengano per una revisione complessiva dei due nuovi strumenti operativi appositamente creati al fine di proseguire fattivamente nelle politiche di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, che con il permanere di tale situazione rischiano uno stop.
Ma l’introduzione di correttivi rischia di non servire a nulla se affianco ad essi non sarà introdotta, in tutti i soggetti coinvolti nella complessa partita della valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, una nuova cultura manageriale, che sembra invece l’ispiratrice della recente azione dell’Agenzia del Demanio.
Una cultura tecnico-amministrativa orientata al risultato, che integri quella di stretta estrazione bancaria che domina entrambi gli operatori pubblici finanziari, Invimit e CDP, e che consentirebbe di affrontare con maggiore efficacia sia le problematiche di carattere più generali, dalla concorrenzialità alla pubblicità dei procedimenti, che quelle più operative e legate alla regia di progetti di rinnovo urbano dai contenuti urbanistici, ambientali, tecnici, finanziari e procedurali, particolarmente integrati e complessi.

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