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Organizzazioni pubbliche e test di mercato

di - 19 Agosto 2009
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5. I punti critici del sistema degli incentivi collegati alla valutazione delle prestazioni: il problema dell’imparzialità nella valutazione delle prestazioni.

I punti critici del sistema degli incentivi economici legati alla verifica del rendimento sono evidenti. Per il successo di tale sistema è necessario che la valutazione delle prestazioni pubbliche, rese a livello individuale e di amministrazione-ente nel suo complesso, funzioni bene.
Il buon funzionamento del sistema di controllo e di valutazioni delle prestazioni richiede che siano soddisfatte due condizioni.
La prima è quella dell’imparzialità nell’esercizio della funzione di controllo. In mancanza, l’erogazione degli incentivi economici rischia di diventare la strumento di favoritismi se non addirittura di pressioni politiche.
La preoccupazione dell’esercizio imparziale del controllo è stata ben avvertita dal legislatore ed emerge dalla scelta di articolare la funzione di controllo interno su diversi livelli.
Per l’articolo 6 la valutazione delle prestazioni dei dipendenti delle qualifiche inferiori, valutazione cui è collegata l’attribuzione degli incentivi, rientra nei poteri dei dirigenti ed è rimessa alla piena autonomia di questi. Il corretto adempimento di questo obbligo è sanzionato da una specifica responsabilità. Alla omessa vigilanza del dirigente sull’effettiva produttività delle risorse umane a lui assegnate e sull’efficienza della relativa struttura è difatti collegata la decurtazione fino all’80 per cento della retribuzione di risultato.
L’articolo 4 prevede poi il riordino degli organismi interni di valutazione, di cui ogni amministrazione è tenuta a dotarsi e che vanno a sostituire i servizi di controllo interno, comunque denominati, di cui al decreto legislativo n. 286 del 1999.
A fianco degli organismi interni è istituita una amministrazione centrale indipendente denominata “Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche”. La Commissione ha il compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere all’esercizio della funzione di controllo da parte degli organismi di valutazione interni indipendenti.
La Commissione è composta di 5 membri, scelti tra esperti di elevata professionalità e nominati con decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sulla base di un complesso procedimento che vede la proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione e del Ministro per l’attuazione del programma di governo, il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti espresso a maggioranza di due terzi.
La Commissione opera “in posizione di indipendenza di giudizio e di valutazione e in piena autonomia”. Il compito della Commissione è quello di indirizzare coordinare e sovraintendere all’esercizio indipendente della funzione di valutazione, di garantire la trasparenza dei sistemi di valutazione, di assicurare la compatibilità e la visibilità degli indici di andamento gestionale, informando annualmente il Ministro per l’attuazione del programma di governo sull’attività svolta”.
Tra i compiti della Commissione, quello di promuovere la confrontabilità tra le prestazioni omogenee delle pubbliche amministrazioni anche al fine di consentire la comparazione delle attività e dell’andamento gestionale nelle diverse sedi ove si esercita la pubblica funzione
Ancora l’imparzialità del controllo dovrebbe essere garantita dalla trasparenza
L’articolo 11 impone alle amministrazioni pubbliche un obbligo di massima trasparenza in ogni fase del ciclo di valutazione delle performance.
La trasparenza, intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione della funzione di controllo e dei risultati dell’attività di valutazione e misurazione svolta dagli organismi competenti, è espressamente sancita allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento ed imparzialità.
La prova dei fatti ci dirà se i correttivi individuati dal legislatore per garantire l’esercizio imparziale del controllo sulle performance pubbliche siano adeguati.
Quel che si può forse fin da ora osservare è che desta qualche perplessità l’indipendenza della Commissione centrale per il controllo, anche se a questa si riconosce “piena autonomia di giudizio e di valutazione”, secondo la formula comunemente usata dal legislatore quando si tratta di definire la posizione delle autorità indipendenti.

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