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Organizzazioni pubbliche e test di mercato

di - 19 Agosto 2009
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3.1   b) la concorrenza tra organizzazione pubblica e organizzazioni private.

Il secondo strumento per ridurre l’area occupata dall’organizzazione pubblica, a vantaggio del mercato, in funzione di promuovere l’efficienza, è quello di stimolare la concorrenza tra organizzazioni pubbliche e private nella produzione di un determinato servizio.
E’ quanto avviene ad esempio nel campo sanitario o della istruzione. La concorrenza tra le strutture pubbliche e private, consentendo ai cittadini di scegliere liberamente tra l’ospedale o la clinica, dovrebbe stimolare di per sé l’efficienza nell’uno e nell’altro settore.
Il limite è individuato nella capacità degli utenti di verificare la qualità delle cure fornite dalle strutture sanitarie e nella difficoltà per gli stessi di mutare rapidamente il fornitore come reazione alla cattiva qualità dei servizi ricevuti.
Queste considerazioni giustificano la preferenza di molti ordinamenti verso forme di intervento pubblico diretto e l’inserimento delle strutture sanitarie private all’interno di un regime convenzionale almeno in via di principio funzionale all’osservanza di standard di qualità minimi.

3.2   c) la esternalizzazione della produzione di beni e servizi pubblici a organizzazioni private.

L’ultimo strumento rivolto ad inserire l’amministrazione, intesa come produzione di beni e servizi, nel mercato è quello delle esternalizzazioni ovvero l’affidamento ad organizzazioni imprenditoriali private della produzione di beni e servizi pubblici.
Anche questo strumento non ha, a ben vedere, un campo di applicazione generale, ma soffre di limiti intrinseci di utilizzabilità.
Se la storia ci consegna l’esempio di società per azioni, quali la Compagnia olandese delle Indie orientali, cui era affidato anche il potere di stipulare trattati o di condurre la guerra, negli ordinamenti contemporanei si ritengono, in genere, riservate alla gestione diretta dell’amministrazione attività connotate da un alto grado di autoritatività o correlate a diritti fondamentali dei cittadini.
Secondo un approccio di tipo economico, si ritengono piuttosto riservati alla amministrazione pubblica quei servizi la cui qualità non può essere per sua natura puntualmente specificata nel contratto.
Il rischio della esternalizzazione è cioè quello che il gestore privato, naturalmente incentivato a ridurre i costi per aumentare i profitti, riduca i livelli delle prestazioni non specificate e non specificabili nel contratto..
In definitiva la scelta di indurre efficienza nella produzione di beni e servizi pubblici restringendo il ruolo delle organizzazioni pubbliche, a vantaggio di quelle private, presenta non pochi inconvenienti e non pochi limiti alla sua concreta utilizzabilità. Il ruolo, sia pure residuale, delle organizzazioni pubbliche è insopprimibile e il problema della loro efficienza non può essere eluso.

4. La introduzione di caratteri propri delle organizzazioni private nell’organizzazione pubblica, in funzione dell’obiettivo dell’efficienza. Le premesse poste dal d.lgs. 165/2001.

La seconda strada che può essere utilizzata per orientare l’attività delle organizzazioni pubbliche all’obiettivo dell’efficienza, e che è suggerita sempre dal raffronto con le organizzazioni private, è quella di inserire all’interno della amministrazione pubblica stessa alcuni elementi propri delle organizzazioni private che operano nel mercato.
L’efficienza è stimolata dall’applicazione agli uffici amministrativi di alcuni criteri manageriali di funzionamento e di controllo.
Si tratta di un orientamento che fa proprie le premesse poste dal c.d. New public Management, il filone di pensiero per il quale la razionalizzazione del settore pubblico, in funzione dell’obiettivo dell’efficienza, non può essere conseguita se non si interviene sugli aspetti organizzativi e gestionali, che a loro volta dovrebbero essere improntati quanto più possibile a canoni di tipo manageriale[5].

Note

5.  Cfr. A. GRAY – B. JENKINS, From public administration to public management: reassessing a revolution?, in Public administration, 1995, 7599.

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