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Il rientro dal debito pubblico in Europa

di - 9 Agosto 2010
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6. Conclusioni.
È possibile che tutta l’Europa divenga una grande Germania, o che almeno i paesi dell’euro si germanizzino? O la cura di bilancio risulterà fatale alla stessa esistenza dell’euro, come ritiene Zingales? Per non parlare di Paul Krugman, il quale vorrebbe che gli Stati Uniti facessero un politica di bilancio ancora più espansiva e che considera folli le scelte dei paesi europei, Germania in particolare. Anche supponendo che la cura germanica funzioni per gli altri paesi dell’euro, quali conseguenze vi sarebbero con un’area europea che andasse in surplus di bilancia dei pagamenti per circa 250 miliardi di euro? Surplus che sarebbe ottenuto, in larga parte, aggravando il deficit degli Stati Uniti. Queste domande, che molti osservatori si sono posti, al momento restano senza risposta. Il problema è che la risposta dovrebbe venire dall’Unione Europea, la quale dovrebbe farsi carico di programmi di spesa di investimenti che le misure di bilancio vietano ai singoli paesi. In fondo, anche come risposta alla recessione (certamente più lieve) del 1993, l’allora Presidente della Commissione Europea, Jacques Delors, aveva presentato un Libro Bianco [14] che formulava un piano volto ad accrescere gli investimenti e quindi la competitività dell’Europa. Il piano prevedeva un ruolo dell’UE come finanziatore o co-finanziatore di grandi progetti d’investimento, per un ammontare complessivo di 574 miliardi di Ecu, equivalenti a circa 480 miliardi di euro, una cifra del tutto rimarchevole, che avrebbe dato alla Commissione un ruolo di primo piano; e proprio questo è stato lo scoglio contro il quale il piano Delors si è scontrato.

Lavori citati

De Bonis V. (1996), “The effects of budget cuts on consumption: the case of Denmark”, Problemi di Finanza Pubblica, vol. 9.

De Bonis V. (1997), “Contrazione fiscale e crescita della produzione: il ruolo del settore estero nel caso dell’Irlanda”, Economia Internazionale, vol. 50.

De Bonis V. – Paladini R. (1998), “Fiscal Adjustments in Europe and Ricardian Equivalence”, BNL Quarterly Review, settembre 1998.

Dornbush R. (1988), Credibility, Debt and Unemployment: Ireland’s failed stabilization, NBER Working Paper.

Giavazzi F. – Pagano M. (1990), “Can severe fiscal contractios be expansionary? Tales of two small European countries”, NBER Macroeconomics Annual.

Giavazzi F. – Pagano M. (1996), “Non-Keynesian effects of fiscal policy changes: international evidence and the Swedish experience”, Swedish Economic Policy Review, vol. 3.

Note

14.  Crescita, Competitività, Occupazione: le sfide e le vie per entrare nel XXI secolo, Bruxelles 1993

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