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Le novità dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici

di e - 14 Gennaio 2016
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Nonostante la COP21 abbia portato con sé una serie di importanti annunci riguardanti nuovi impegni finanziari, la cifra è ancora lontana dai bisogni del mondo in via di sviluppo, stimati dalla World Bank in 140 – 175 miliardi di dollari annui al 2030 per le azioni di mitigazione e altri 75-100 miliardi per l’adattamento.
Nell’insieme, l’accordo di Parigi rappresenta un passo importante nella giusta direzione. Un passo realistico, che permetterà ai governi di collaborare all’interno di un solido processo di revisione e crescita degli impegni. Con la conferenza di Parigi si chiude quindi un ciclo, quello del Protocollo di Kyoto, e se ne apre un altro, più ampio in termini di partecipazione, fondato sulle conquiste del passato, ma aperto a miglioramenti futuri. Sta ora ai singoli stati adottare concrete misure di mitigazione e adattamento. In particolare, ci sono alcune decisioni molto importanti che dovranno essere prese urgentemente:

  1. Investire importanti risorse, quadruplicando quelle investite oggi, nella ricerca e sviluppo di tecnologie a basso utilizzo di carbonio, in particolare nella produzione di energia elettrica, nel suo utilizzo, nel suo stoccaggio, nella ricerca e sviluppo di tecnologie per la rimozione della CO2 dall’atmosfera, di tecnologie per ridurre la povertà energetica e quella idrica, per lo sviluppo di sementi clima resistenti, per la diffusione a basso costo di programmi di formazione in tutto il mondo.
  2. Adottare misure per la riduzione del consumo di combustibili fossili, a partire dal carbone, che dovrebbe essere eliminato almeno in tutti i paesi industrializzati, e sostituito con gas.
  3. Favorire la sostituzione dei combustibile fossili con energie rinnovabili, azzerando i sussidi ai primi ed utilizzando le risorse finanziarie ricavate per finanziare la ricerca sulle seconde.
  4. Adottare misure perché ogni tonnellata di carbonio emessa abbia un prezzo tale da incentivare l’innovazione tecnologica, l’efficienza energetica e la progressiva sostituzione delle energie fossili con energie rinnovabili.

Servono quindi decisioni pubbliche lungimiranti e investimenti privati. A Parigi un ruolo importante é stato svolto dal settore privato, che per la prima volta ha preso impegni rilevanti di riduzione delle emissioni di gas serra. E il successo della COP 21 è anche dovuto al grande lavoro della società civile e delle istituzioni locali: sindaci di importanti città, imprese private, reti di attività e ricerca, azioni di tante associazioni non governative stanno dimostrando come il cambiamento sia possibile e sia soprattutto un’opportunità. Serve continuare su questa strada con visione e lungimiranza.

Bibliografia
Banca Mondiale (2010), World Development Report 2010, Washington, US.
Carraro C., Davide M., (2015), La difficile strada che passa per Parigi, Equilibri 2/2015, Il Mulino, pp. 223-232.
Carraro C., Mazzai A. (2015) “Il clima che cambia. Non solo un problema ambientale”, Il Mulino (www.ilclimachecambia.it).
Climate Policy Observer, Special COP21 coverage, (consultato il 16/12/2015).
Climate Policy Observer, Sintesi degli INDCs (consultato il 16/12/2015).
Davide M., Vesco P. (2015), Assessing the INDCs: a comparison of different approaches. ICCG Reflection n.42/Dicembre 2015.
OECD (2015), “Climate finance in 2013-14 and the USD 100 billion goal”, a report by the Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) in collaboration with Climate Policy Initiative (CPI).
UNFCCC (2015), “Adoption of the Paris Agreement”, Parigi, Francia.

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