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Pagine di economia politica, a cura di Pierluigi Ciocca e Marcello De Cecco, Carabba editore, 2014

di - 17 febbraio 2015
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Copertina - Pagine di economia politicaIl volume raccoglie interventi di Federico Caffè pubblicati nel corso degli anni. Si tratta di una selezione dei suoi saggi più scientifici, se non “accademici”, con l’intenzione di sottolineare che la cultura economica di Caffè, di così alto livello, costituì il fondamento del suo da tutti apprezzato, straordinario, esemplare, impegno civile, sociale e politico.

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Federico Caffè nasce a Castellamare Adriatico (Pescara dal 1926) il 6 gennaio del 1914, scompare a Roma il 14 aprile del 1987. Dopo essersi diplomato ragioniere presso l’Istituto Tecnico “Tito Acerbo” di Pescara, il 17 novembre del 1936 si laurea con lode in Scienze economiche e commerciali presso la Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma. Discute la tesi su “L’azione dello Stato considerata nei suoi strumenti finanziari nell’ordinamento autarchico dell’economia italiana”, relatore il prof. Guglielmo Masci. Lavora quindi a Roma all’ufficio titoli del Banco di Roma dal luglio del 1936 al giugno del 1937. Il 30 dicembre del 1937 entra in Banca d’Italia. E’ addetto all’Amministrazione centrale, prima al Servizio Rapporti con l’Interno-Operazioni Finanziarie poi, dal 1939, al Servizio Personale, infine dal 1943 come economista al Servizio Studi, diretto da Paolo Baffi. Nel Servizio Studi si occupa prevalentemente di economia internazionale e delle istituzioni economiche internazionali. Contemporaneamente, dal 1939 è assistente volontario alla cattedra di Politica Economica della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma. Dall’ottobre del 1947 all’agosto del 1948 frequenta la London School of Economics. Libero docente di politica economica dal marzo del 1949, diviene in quell’anno assistente volontario e nel 1951 assistente straordinario di Gustavo Del Vecchio nella Facoltà di Giurisprudenza dell’ateneo romano. Nel novembre del 1951 assume l’incarico dell’insegnamento di Economia Politica nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, incarico che terrà fino al novembre del 1955. Nel 1954 vince la cattedra di Economia bandita dall’Università di Venezia. Insegna a Messina nel 1955-1956, poi a Bologna, quindi dal luglio del 1959 fino al suo pensionamento a Roma, nella Facoltà di Economia e Commercio. Lasciata la Banca d’Italia per l’attività accademica, resta legato all’Istituto di Via Nazionale sino a fungere da unico consigliere di Guido Carli, Governatore dal 1960 al 1975. Dal 1965 al 1974 dirige l’Ente per gli Studi monetari, bancari e finanziari “Luigi Einaudi” di Roma, espressione della stessa Banca d’Italia e dell’Associazione Bancaria Italiana. E’ accolto nell’Accademia dei Lincei, dal 1970 come socio corrispondente, dal 1986 come socio nazionale.

Una bibliografia degli scritti di Caffè è in N. Acocella, G.M. Rey, M. Tiberi, Saggi di politica economica in onore di Federico Caffè, Angeli, Milano, 1999, Vol. III, pp. 495-503.


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