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Ralf Dahrendorf e la teoria delle chances di vita

di - 20 Luglio 2009
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Dahrendorf è alla continua ricerca di miglioramenti e di ampliamenti delle chances di vita individuali in una ottica di continua verifica delle assumptions che, di volta in volta, si vengono a determinare, con un approccio metodologico che fa del dubbio elemento di filosofia politica. Dice Dahrendorf: “A Londra conobbi Karl Popper (…). L’incontro confermò e approfondì il mio desiderio di esercitare la sociologia, inclusa l’analisi della società nel suo complesso, come scienza dell’esperienza. Esso gettò altresì il seme di quella teoria politica del dubbio, che da allora è diventata il motivo caratteristico della mia riflessione” [18]. In altri scritti sul metodo popperiano Dahrendorf sottolinea quanto segue: “Una caratteristica dell’approccio popperiano ai problemi è di evitare ogni soluzione onnicomprensiva. Chiunque afferma di avere la risposta per ogni problema, in realtà non sa risponderne a nessuno: le soluzioni totali, lungi dal migliorare le cose, le aggravano” [19].
La continua attenzione di Dahrendorf nei confronti della evoluzione delle attività umane nel mondo provoca, come è naturale, preoccupazioni ed allarmi che però non cedono mai ad una logica rinunciataria o di difesa del privilegio. Egli è consapevole dei rischi potenziali che corrono le nostre società contemporanee e la sua reazione è sempre vitale e positiva: “Forse tutte le nostre conquiste verranno distrutte, da nemici esterni o dal potenziale suicida della nostra stessa attività. La distruzione dell’ambiente, il pericolo nucleare, l’odio dei perdenti sono degli esempi. Che la storia sia aperta è vero in più d’una direzione. Perché essa porti maggiori chances di vita a un sempre maggior numero di persone, noi dobbiamo fare qualcosa. Libertà significa sempre attività” [20].
Desideriamo sottolineare l’importanza dell’approccio metodologico che Dahrendorf ha delineato nell’ambito della teoria della chances di vita. Infatti il verificare se in una determinata situazione le chances di vita individuali evolvono o meno e se, successivamente, hanno ulteriori possibilità di sviluppo diventa criterio fondamentale di valutazione applicabile, in realtà, in via generale.
Pensiamo, per fare un esempio, ad una sua applicazione alla valutazione di determinati rapporti produttivi (che, come noto, sono costituiti da vari elementi quali la proprietà, il reddito distribuito, le condizioni di lavoro, la partecipazione ai processi decisionali di impresa, etc.). Si intuisce immediatamente che il metodo tracciato da Dahrendorf consente di cogliere il segno, la cifra, il potenziale di progresso o di regresso di quel determinato rapporto produttivo. Andremo infatti a verificare nel concreto se sussista o meno un potenziale di sviluppo e diffusione delle chances di vita degli individui operanti nell’ambito di quei determinati rapporti produttivi e, in ultima analisi, se vi siano possibilità di un reale sviluppo nel tempo dei livelli di produttività. Ciò costituisce solo un esempio della grande valenza e portata del metodo che Dahrendorf ha insegnato a tutti noi.
Concludiamo queste brevi considerazioni in onore di Ralf Dahrendorf richiamando alcuni suoi passi esemplari sul tema della libertà :
i)       “Chi vuole la libertà, deve volere che tutti i cittadini godano dei diritti civili; chi non vuole questo, perderà ben presto anche la libertà” [21].
ii)      “La bussola che ci deve indicare la direzione in questo paesaggio senza punti di riferimento è orientata sulla libertà. La libertà che io ho in mente è il tema della prima lezione. Non è una libertà intesa come situazione, vale a dire come pura possibilità di attuazione, bensì libertà che realizza chances di vita. Il mio tema generale è la libertà attiva” [22].
iii)     “Noi non siamo stati mai così bene, ma possiamo stare ancora meglio, noi e soprattutto coloro che non godono delle nostre chances di vita. Siamo quindi chiamati alla libertà attiva, perché può andare anche diversamente, e se restiamo inattivi, cresce il pericolo” [23].
Grande è il valore del magistero di Dahrendorf. Egli ci ha lasciato un metodo fondamentale, una chiave di lettura delle vicende umane incentrata sulla teoria delle chances di vita e sul concetto di società aperta in cui nessuno ha il potere di negare il diritto di altri al dubbio, alla libera verifica in contraddittorio, alla falsificazione della congettura iniziale e alla sua eventuale confutazione. Gli insegnamenti di questo grande maestro andranno approfonditi e sviluppati nel tempo. E’ questo il compito (sicuramente non facile) di coloro che intendono proseguire il lavoro di Dahrendorf: ciò avverrà nell’ambito dei contesti storici che via via si proporranno con le nuove criticità che verranno in evidenza e che già oggi destano preoccupazione ed allarme. Basti pensare alle continue ed estese violazioni dei principi democratici e del “rule of law“, ai rischi di anomia nel mondo globalizzato con fenomeni di disgregazione della legalità e di aree geografiche che sono al di fuori del “dominio del diritto”, alle minacce sempre più gravi ai livelli di sussistenza di molte popolazioni, ai rischi che si vanno prefigurando per i nostri equilibri ambientali così importanti per assicurare nel tempo lo sviluppo e la diffusione delle chances di vita individuali e la riproduzione del nostro modo di produzione, alle sofferenze umane che si registrano in molte parti del mondo dove, ancora oggi, sono negati i più elementari diritti civili e di partecipazione a donne e uomini anche attraverso azioni illegali e violente.

Note

18.  Ralf Dahrendorf – Per un nuovo liberalismo – Laterza, pg. 39

19.  Ralf Dahrendorf – Quadrare il cerchio – ieri e oggi – Laterza, pg. 32

20.  Ralf Dahrendorf – Libertà attiva – Laterza, pgg. 11-12

21.  Ralf Dahrendorf – Per un nuovo liberalismo – Laterza, pg. 152

22.  Ralf Dahrendorf – Libertà attiva – Laterza, pg. VI

23.  Ralf Dahrendorf – op. cit. pg. 20

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