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Law and Economics dopo Coase

di - 21 ottobre 2013
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Dal 3 settembre 2013 la comunità scientifica internazione è orfana di Ronald H. Coase che ci ha lasciati alla ragguardevole età di 102 anni e sulla soglia (20 dicembre) di raggiungere i 103. Premio Nobel per l’economia (1991), Ronald Coase insieme a Guido Calabresi e Richard Posner è il padre fondatore della disciplina conosciuta come ‘law and economics’ nata a Chicago, ufficialmente intorno agli anni ’40[1]. Germinata e progressivamente diffusasi prima negli Stati Uniti e poi internazionalmente, la disciplina ha il grande merito di aver aperto un canale stabile di comunicazione, anche operativa, tra il diritto e l’economia.
Mentre i due altri capiscuola, divenuti successivamente giudici del sistema giudiziario nordamericano, hanno una formazione preminentemente giuridica, Coase si distingue per essere il primo tra gli economisti ad aver promosso un intenso rapporto di scambio tra l’economia e il diritto, abbandonando quella da lui stesso definita “blackboard economics”, fatta di modelli e stilizzazioni matematiche, talora assai distanti dalla realtà dei mercati, per concentrarsi sull’osservazione dei comportamenti umani e le istituzioni (Coase, 1991). Coase, dirà più tardi, voleva spostare l’economia dalla mente degli studiosi alla realtà del mercato. Questa attività di studioso applicato che cerca di comprendere l’economia a partire dal mondo concreto sarà il leit motive che guiderà la sua ricerca, incessante [2].
Il suo lavoro, svolto per lo più presso la law school dell’Università di Chicago, ha il merito di aver sdoganato lo studio del diritto presso gli economisti, mostrando che quest’ultimo non rappresenta per la scienza economica un contorno trascurabile per l’indagine, bensì un elemento centrale per capire come i mercati e le imprese funzionano e fondamentale per perseguire l’obiettivo del benessere sociale che l’economia cerca di promuovere. La sua ricerca ha altresì aperto per i giuristi nuove implicazioni mostrando come le norme possano raggiungere diversi obiettivi tra cui l’efficienza. Ciò non implica naturalmente la preminenza della dimensione economica su ogni altra ragione – e questo non fu mai l’argomento di Coase — ma quantomeno obbliga lo studioso e il policymaker a considerare esplicitamente tale aspetto nell’analisi, decidendo poi in modo conscio quale obiettivo fare prevalere.
Anche come editor per oltre vent’anni del Journal of Law and Economics, Coase ha promosso l’incontro tra economia e diritto nelle comunità scientifiche, convincendo gli economisti a prestare maggiore attenzione al diritto e alle istituzioni, e i giuristi ad utilizzare alcune tecnicalità economiche per affrontare i problemi giuridici.
In complesso, il mondo scientifico non solo gli è debitore di contributi fondamentali quali “The nature of the Firm” (1937) e “The Problem of Social Cost” (1960) che hanno posto le basi per rinnovare lo studio delle istituzioni in rapporto al contesto economico nel quale operano, ma per una capillare attività di promozione del nuovo metodo nel mondo accademico e pratico, fornendo una nuova sensibilità per guardare al diritto e al suo ruolo nella società.
La perdita di Coase tuttavia non riguarda solo la sua figura di eminente studioso e di promotore dell’incontro tra diritto ed economia, ma di nume tutelare che ha continuamente osservato per cinque decadi lo sviluppo della disciplina, fornendo talora indicazioni critiche quando l’esercizio accademico tendeva a riprendere il sopravvento sugli aspetti pratici. Oggi dunque ci sentiamo un po’ più soli anche per l’assenza di questa presenza vigile e rassicurante.
Per le solite coincidenze della vita, nel medesimo giorno della sua scomparsa un altro evento epocale si verificava, l’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft per 7,2 miliardi di dollari. A parte il significato industriale dell’episodio che testimonia il ruolo degli smartphone nel mondo digitale e la loro rilevanza strategica nell’affermazione dei sistemi operativi – in questo caso Windows8 contro Android –, l’acquisizione pare quasi un tributo dell’economia nei confronti del grande economista inglese che ha studiato le strutture istituzionali di produzione e ha cercato di spiegarne le dinamiche, sempre attraverso l’osservazione attenta delle caratteristiche del mercato. La metamorfosi di imprese e organizzazioni, al di là delle spiegazioni industriali che galleggiano in superficie, permette di capire come i sistemi economici contengano nel proprio DNA un meccanismo adattivo che li spinge ad evolversi e superare gli ostacoli che li separano dal profitto e dall’efficienza. Ciò trasforma l’economia da scienza triste in formidabile strumento di conoscenza del mondo che ci circonda e di comprensione della varietà istituzionale.
Nel suo intervento per il premio Nobel Coase si schermiva asserendo in fondo di non aver prodotto alcuna grande innovazione nella teoria economica, bensì di aver semplicemente ricordato agli studiosi di guardare alle reali caratteristiche del sistema economico. Si tratta in effetti di una indicazione apparentemente semplice, quasi ovvia, quanto tuttavia rivoluzionaria rispetto a decenni di astrazioni e teorizzazioni: queste caratteristiche “una volta incluse nell’analisi,” commentava lo stesso Coase (1991, p. 3) “determineranno un completo cambiamento nella struttura della teoria economica, almeno in quella che viene definita teoria dei prezzi o microeconomia”.
Il gracile studioso inglese che da piccolo camminava con tutori ed era stato per questo inviato a una scuola speciale per “physical defective”, con una apparentemente debole spallata scuoteva nei suoi fondamenti la scienza economica (e non solo) e avviava una rivoluzione copernicana che a distanza di oltre cinque decadi è ancora in corso. La scoperta dei costi di transazione – intuita da John Commons (1931) – viene da Coase (1937, 1960) elaborata in una matura teoria per spiegare come i mercati e le organizzazioni che in essi operano si adeguino all’incertezza. Coase (1937) spiega come i “costi di usare il meccanismo dei prezzi” – questa è la sua definizione di costi di transazione – determinino diverse soluzioni che possono servono a promuovere l’efficienza.

Note

1.  L’antesignano della disciplina è stato Aaron Director che, nonostante una produzione scientifica, limitata ebbe il grande merito di creare presso l’Università di Chicago il terreno fertile per lo sviluppo della disciplina. Fu infatti un insegnante instancabile e un animatore della comunità scientifica locale al punto da far dire al collega e futuro premio Nobel Georg Stigler che “la maggior parte degli articoli di Aaron sono stati pubblicati sotto il nome dei suoi colleghi.”
http://www-news.uchicago.edu/releases/04/040913.director.shtml

2.  Ancora a 101 anni pubblicava un volume sul capitalismo cinese puntualmente recensito su questa Rivista da I. Musu (2012).

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