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Intervento del Sindaco di Dogliani, Nicola Chionetti, in occasione della cerimonia commemorativa del 50° anniversario della morte di Luigi Einaudi – Dogliani, 8 ottobre 2011

di - 14 ottobre 2011
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Signor Presidente, è con viva gioia che Le porgo i saluti della cittadinanza e un sincero benvenuto a Dogliani.
La Sua visita in questo paese rappresenta per noi il coronamento di un percorso che nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia e nella memoria di Luigi Einaudi, un padre della Patria, ha ritrovato più d’una ricorrenza; abbiamo infatti riscoperto una partecipazione autenticamente popolare e il senso di un’appartenenza nel vincolo di unità, che Lei, Presidente, così degnamente rappresenta e garantisce, al di sopra di tutte le parti. Il movimento unitario in Italia è stato anche un avanzamento democratico e Luigi Einaudi fu indubbio protagonista di quel secondo momento unitario che è stata la nascita della Repubblica e della Costituzione. E Lei fedelmente continua a promuovere, anzi, nuovamente vivifica il senso del nostro stare insieme, nella libertà.
È un momento di grave crisi economica, come oggi giustamente si ripete; ma l’economico non va disgiunto dai valori, dai principi, dalle idee. Accanto all’impoverimento materiale infatti rischiano di entrare in crisi i principi fondanti del nostro vivere civile, della nostra Costituzione. E tra questi, l’autonomia dei comuni è per noi fonte di forte preoccupazione, allorché gli enti locali affrontano questa situazione con crescente difficoltà nel garantire i servizi ai cittadini, in una prospettiva di miglioramento sempre più angusta. Un indebolimento dei comuni impoverirebbe la grande operosità e la capacità di affrontare le sfide, qualità che sempre hanno contraddistinto gli italiani di queste nostre colline e di queste nostre vallate e che pienamente ed equamente si sono manifestate solamente nell’esercizio responsabile di libertà, secondo la lezione di Luigi Einaudi.
Anche questa bella terra, che è candidata a diventare patrimonio dell’umanità, è partecipe della complessità del mondo contemporaneo e della sua sempre più spiccata pluralità. Le presenti difficoltà, a maggior ragione nell’anniversario dell’Unità d’Italia e della scomparsa del doglianese più illustre, ci richiamano ai nostri doveri e ci mettono a confronto con il valore della libertà e con le nostre responsabilità, di cittadini e di uomini pubblici. Esiste allora un onore della politica, un onore nel fare politica, che è rappresentato dal saper valutare razionalmente il possibile e al contempo dal saper soffrire per l’impossibile. È una consapevolezza che non può che nutrirsi di umiltà e che è disegno, progetto, pensiero lungo. E anche la politica, anzi, oserei dire, soprattutto la politica dev’essere animata dal dovere della speranza; speranza che appartiene a tutti e ai giovani in modo particolare, coloro che devono farsi carico dell’avvenire, coloro che vivono le difficoltà del lavoro, che sovente non c’è, eppure diritto costituzionale, coloro che da una rifondazione del lavoro possono tornare a costruire uno stare insieme degno della nostra storia e sempre più convintamente europeo.
Con questi sentimenti, Presidente, Dogliani La saluta e unanime si stringe intorno a Lei rivolgendoLe il proprio ‘Grazie Presidente’.

Evento collegato:

Dogliani saluta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione commemorativa nel 50° Anniversario della morte di Luigi Einaudi
8 ottobre 2011


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