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Il giudice e l’economia, di Giancarlo Montedoro, LUISS University Press, 2015

di - 23 Aprile 2015
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copertinaI mutamenti dell’economia, derivati dall’ultima crisi mondiale e dagli squilibri nei mercati finanziari, incidono profondamente sul costituzionalismo e sulle ragioni stesse dell’esistenza di una sfera pubblica. La giurisdizione amministrativa, sensibile alle molte e nuove problematiche che emergono a seguito della crisi, controlla socialmente, per sua missione, l’esercizio dei poteri pubblici – o di quel che ne resta – dimensionando legalmente l’intervento dello Stato nell’economia e nella regolazione dei mercati.
Al giudice amministrativo spesso tocca anche assicurare l’effettività dello Stato sociale di diritto messo in questione dalle politiche governative di spending review legate alla crisi fiscale dello Stato.
Le tecniche di controllo giurisdizionale dei poteri pubblici, alla luce di tali scenari, e degli apporti delle scienze economiche cambiano, si affinano: lo stesso rapporto fra economia e diritto è in questione, avendo l’economia assunto un primato nelle scienze sociali che condiziona di fatto la vita del diritto, il ruolo stesso del giudice muta in relazione a tali fenomeni ed alle incalzanti trasformazioni ad essi connesse.
L’analisi di tale processo è al centro del volume Il giudice e l’economia, dove le diverse angolazioni e le possibili prospettive nella ricostruzione possono essere colte leggendo i vari saggi che lo compongono, che spaziano dai limiti del sindacato giurisdizionale alle nuove tecniche di controllo del potere, dalla responsabilità del giudice al ruolo dell’interpretazione e della legge. Le linee di tendenza sono chiare, il processo in corso: la posta della partita è la salvaguardia dei valori della Costituzione, dello Stato di diritto e della giurisdizione di fronte alla logica del capitalismo e della lex mercatoria.


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