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Roberto Cavallo Perin, Ricordo di Alberto Romano

di - 8 Settembre 2025
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Il 2 settembre è mancato il prof. Alberto Romano.

Maestro del diritto amministrativo, tutta la comunità scientifica ne ricorda oggi la grandezza.

È stato un assiduo lettore e sostenitore di ApertaContrada, alla quale, sin dai primi passi, i suoi allievi hanno collaborato.

Pubblichiamo qui un breve ricordo del suo primo allievo, Roberto Cavallo Perin.

 

 

Basilica di S. Maria Maggiore in Roma, 5 settembre 2025

 

Alberto è stato un professore universitario: approcciandolo sentivi subito in lui un grande rigore che incuteva un po’ di timore; poi sgorgava inaspettata la simpatia e l’ironia; non ultimo l’intelligente interloquire che segnava la matura relazione, incitando il più giovane a superare il passato, nel più profondo rispetto sia della tradizione sia della diversa opinione.

L’elaborazione teorica per lui era tutto, elevandolo a “grande” tra i maestri, amato e rispettato nella comunità scientifica, sapeva ascoltare ed era curioso dell’innovazione – anche tecnologica – di cui ha cercato di fruire largamente. Impegnarsi in un nuovo scritto era necessario al professore, come pura creazione. Ha elevato a sistema collegandole: la teoria delle fonti, l’autonomia pubblica, le posizioni soggettive e la relativa tutela giurisdizionale. E’ stato difensore e innovatore delle istituzioni.

Attento osservatore del diritto e della dimensione politica, ha rivendicato l’appartenenza  all’istituzionalismo del nonno Santi Romano, dedicandogli alcuni articoli e la ripubblicazione delle opere tra cui gli Scritti minori, l’Ordinamento giuridico, i Principi di diritto costituzionale, i Frammenti.

Ha sempre lasciato grande libertà ai propri interlocutori, in particolare se allievi, senza di necessità condividerne ma neppure contraddirne le scelte, in perfetta consonanza con la “non relazione” di parte II dell’Ordinamento giuridico.

Discutere con lui era una grande soddisfazione: il punto era crescere in quel momento su una questione difficile, su cui ti invitava ad insistere, oppure che disincentivava con un “non c’è dubbio” accompagnato da quella lieve smorfia del viso e con un repentino cambio di discorso.

Era molto spiritoso sia nel pensare sia nell’esprimere al volo una sensazione, un giudizio, talora come diversivo, rivendicando una giovinezza fiorentina. Battute gustose che toglievano in un sol colpo tensione, o imbarazzo, capace sia di pronunciarle sia di riceverle, con evidente soddisfazione, lo riguardassero o meno, minacciandone al più una replica.

Era sempre accogliente nel riceverti: per notizie, nuove idee o letture, anche solo impressioni o sensazioni, di cui era molto ghiotto, offrendo dubbi o radicate certezze sull’andamento politico-istituzionale delle diverse aree del mondo. Accoglieva chiunque l’avesse voluto salutare, o intercettare per un consiglio.

Era molto affettuoso nelle parole e nei gesti che riuniva magicamente, talora con l’alzata del sopraciglio, talaltra con quella di uno sguardo dolcissimo, cui soccombevi, riducendoti al suo gentil modo. Ti salutava senza l’ipotesi di una soluzione di continuità, senza congedo, se non da ultimo che ha manifestato come era nel suo carattere e pensiero … e che resta in me!

 


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