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Il Comprehensive Agreement on Investements tra Europa e Cina

di - 25 Gennaio 2021
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Se l’Europa sembra non aver concesso molto, per Cina l’interesse dell’accordo è soprattutto politico. In primo luogo, le liberalizzazioni previste non intaccano il modello di governance cinese così come le ambizioni di Pechino in termini di politica industriale. Inoltre, confrontata alla necessità di riorientare il suo modello di crescita verso la domanda interna, con il CAI la Cina acquisisce uno strumento utile sul piano domestico ad accelerare la riforma delle sue aziende pubbliche, e sul piano internazionale ad allontanare la prospettiva di un decoupling delle economie occidentali nei suoi confronti. Infine, nell’ottica della rivalità con gli Stati Uniti e delle polemiche attorno alle origini della pandemia di Covid-19, l’accordo permette a Pechino di incassare un successo in termini di immagine, e di mitigare il rischio che Europa ed America facciano fronte comune nelle loro relazioni commerciali con la Cina.
Nella prospettiva del raggiungimento di una sua “autonomia strategica”[18], è legittimo dunque chiedersi se l’Europa non avrebbe fatto meglio ad insistere su condizioni più stringenti di reciprocità e su un meccanismo di enforcement più vincolante, anche a costo di rimandare la firma dell’accordo. In realtà, nonostante le sue limitazioni, il CAI rappresenta comunque un passo avanti rispetto allo status quo dei rapporti commerciali Europa-Cina e non intacca la capacità europea di difendere i suoi interessi attraverso un rafforzamento del meccanismo di screening degli investimenti, una estensione delle regole contro i sussidi agli investitori extra-europei, o tramite decisioni ad hoc in ambiti di rilevanza strategica (come nel caso dell’utilizzo del Golden Power da parte dell’Italia nei confronti di Huawei). Il CAI può altresì fornire all’Europa un fondamento giuridico dal quale perseguire una maggiore reciprocità nei suoi rapporti con Pechino, anche in sinergia con l’alleato americano. Questo beninteso, purché l’Europa abbia consapevolezza delle questioni strategiche insiste nel suo rapporto con la Cina, questioni che il CAI, invero, non affronta, ma che l’Europa non potrà permettersi di ignorare ancora a lungo.

Note

18.  Consiglio Europeo, “Autonomia strategica per l’Europa: l’obiettivo della nostra generazione” – discorso del presidente Charles Michel al think tank Bruegel. https://www.consilium.europa.eu/en/press/press-releases/2020/09/28/l-autonomie-strategique-europeenne-est-l-objectif-de-notre-generation-discours-du-president-charles-michel-au-groupe-de-reflexion-bruegel/#

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