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La Cina oggi – Testo della relazione e audio dell’incontro

di - 12 Giugno 2018
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Alcune recenti decisioni del Congresso Nazionale del Popolo del marzo 2018 confermano la volontà di riforma nel settore bancario e finanziario, come la nomina di Liu He, molto orientato in senso riformista, a vice- primo ministro con compiti per gli affari economici e a presiedente della nuova Commissione per lo sviluppo e la stabilità finanziaria che sarà l’organo di coordinamento tra la banca centrale e gli altri regolatori del sistema bancario e finanziario; o come la nomina a capo della Banca Popolare della Cina, la banca centrale del paese, di Yi Gang, finora vice del governatore uscente Zhou Xiaochuan, in piena continuità con la linea del precedente governatore.

La Cina sulla scena internazionale
Ci sono molti segnali dell’accresciuto ruolo della Cina sulla scena internazionale che Xi Jinping intende ulteriormente rafforzare.

Un segnale importante è costituito dall’aumento degli investimenti cinesi all’estero, che nel 2015 hanno superato gli investimenti esteri in Cina. Inizialmente gli investimenti cinesi all’estero si sono diretti soprattutto verso i paesi in via di sviluppo, negli ultimi anni sono aumentati nei paesi economicamente già avanzati e nei settori industriali e tecnologici avanzati.

La linea di Xi Jinping sembra quella di incoraggiare gli investimenti all’estero nei settori produttivi e tecnologicamente avanzati, ma di controllare ed eventualmente limitare gli investimenti all’estero in settori che non sono considerati produttivi, come per esempio quello turistico, alberghiero o dell’intrattenimento, soprattutto quando questi sono fatti con un indebitamento eccessivo delle imprese cinesi.

Ma i segnali più evidenti della volontà di Xi Jinping di far svolgere alla Cina un ruolo di leadership economica internazionale sono l’ Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) e la Belt&Road (B&R) Initiative..

Entrambe queste iniziative hanno suscitato opposizioni in particolare da parte degli Stati Uniti e del Giappone, perché sono state viste come passi della Cina verso l’egemonia economica e politica a livello mondiale. In realtà, soprattutto, con la B&R Initiative l’ambizione della Cina è chiaramente di aumentare in modo sostanziale la propria leadership sui paesi in via di sviluppo condizionando, nel medio-lungo periodo, le sue relazioni economiche non solo con l’Europa, ma anche con gli Stati Uniti, l’Europa, il Giappone e la Russia.

Con questi paesi le tensioni sono inevitabilmente destinate ad aumentare, soprattutto quella con gli Stati Uniti. Recentemente le tensioni con gli Stati Uniti si sono manifestate con la scelta di Trump sui dazi; ma sono soprattutto le iniziative volte a frenare l’espansione nei confronti degli Stati Uniti della presenza cinese nel settore delle tecnologie digitali a rivelare le tensioni con la Cina.

I rapporti della Cina con l’Europa sono migliori di quelli con gli Stati Uniti, ma continuano ad essere caratterizzati da tensioni sul piano tariffario, per le reticenze dell’Unione Europea di riconoscere alla Cina lo stato di “economia di mercato” all’interno della World Trade Organization, e per l’atteggiamento dell’Europa sul tema dei diritti umani in Cina, e soprattutto per la diversità con la quale i vari paesi europei si presentano rispetto alla Cina, ciascuno puntando a ottenere i maggiori vantaggi possibili per stesso, spesso in aperta competizione con gli altri.

Se le prospettive di evoluzione di queste tensioni andranno verso il superamento in un’ottica di collaborazione e se si aggraveranno in un’ottica di conflitto, è un problema del tutto aperto.

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