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La Cina oggi – Testo della relazione e audio dell’incontro

di - 12 giugno 2018
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Il giorno 30 maggio 2018, nella sede di ApertaContrada, si è tenuto un incontro dal titolo “La Cina oggi”, introdotto da una relazione del Prof. Ignazio Musu. Pubblichiamo la relazione dalla quale il dibattito ha preso spunto, nonché l’audio della discussione.
La Redazione

Audio Interventi:
1 – Filippo Satta
2 – Ignazio Musu
3 – Laura Miriachian
4 – Filippo Satta
5 – Maurizio Melani
6 – Ferdinando Salleo
7 – Vincenzo Visco
8 – Carmine Porello
9 – Ignazio Musu
10 – Daniela Marconi
11 – Ignazio Musu
12 – Paolo Guerrieri
13 – Valeria Termini
14 – Pierluigi Ciocca
15 – Ignazio Musu

Incontro Integrale

 

La Cina di Xi Jinping

La strategia di Xi Jinping
Il potere di Xi Jinping, la persona che ha oggi in mano la leadership della Cina, è superiore a quello di tutti i suoi predecessori dopo Mao Zedong; ma anche la natura carismatica, l’ampiezza e il respiro della strategia politica di Xi Jinping non erano presenti nelle strategie politiche dei suoi predecessori.

Xi Jinping punta alla realizzazione del “sogno” di una “nuova era del socialismo con speciali caratteristiche cinesi”, basata, strumentalmente sul rilancio della base ideologica marxista-leninista, sostanzialmente sul ruolo guida del Partito Comunista, con una orgogliosa rivendicazione della alternatività rispetto alla visione politica prevalente in Occidente e un sempre maggiore ruolo senz’altro economico, ma anche politico, forse anche militare e perfino culturale della Cina sulla scena internazionale.

Nel suo Rapporto Politico al Congresso del Partito che nell’ottobre del 2017 Xi Jinping ha scandito i tempi per la realizzazione di questo “sogno”: 1) costruire una “società moderatamente prospera” entro il 2020 per poter celebrare nel 2021 i cento anni dalla fondazione del Partito Comunista Cinese; 2) realizzare la “modernizzazione socialista” tra il 2020 e il 2035; 3) trasformare tra il 2035 e il 2050 la Cina in un paese socialista “moderno, prosperoso, forte, democratico, armonioso e bellissimo”.

Xi Jinping può oggi permettersi un così ambizioso progetto perché la Cina si è trasformata e si sta modernizzando con modalità e intensità imprevisti. La sfida per Xi Jinping è guidare questa trasformazione e modernizzazione affrontando però anche i seri squilibri strutturali ancora presenti.

L’economia cinese sta cambiando
Che l’economia cinese stia cambiando e stia uscendo dalla fase di una economia in via di sviluppo lo si vede anzitutto a livello macroeconomico. Il tasso di crescita, dopo essere arrivato al massimo del 14% nel 2008, ha cominciato a scendere e si sta stabilizzando su livelli tra il 6 e il 7% annuo. Valori del tasso di crescita su questi livelli potranno permanere ancora in una prospettiva di medio termine, ma nel lungo termine il tasso medio di crescita del PIL dovrà assestarsi su valori ancora più bassi, tipici delle economie mature.

La quota del risparmio sul PIL, che aveva superato il 50% prima della crisi globale del 2008-2009, sta scendendo, mentre sale la quota del PIL destinata al consumo. La quota degli investimenti sul PIL, che aveva superato il 43% prima della crisi ed era arrivata al 48% subito nel 2010-2011 in seguito alle misure prese da Hu Jintao e Wen Jiabao per fronteggiare la crisi globale, sta cominciando a ridursi. Si sta riducendo il saldo positivo delle partite correnti rispetto al PIL che aveva raggiunto valori eccessivi. Dal 2012 la quota dei servizi sul PIL ha superato quella dell’industria e da allora continua ad aumentare, mentre quella dell’industria diminuisce.

Ma il cambiamento è ancora più evidente nella trasformazione del sistema produttivo cinese. I tempi in cui l’industria cinese, a causa dell’abbondanza di lavoro a basso costo, si caratterizzava per la passiva imitazione delle tecniche produttive dei paesi avanzati e per essere destinataria della delocalizzazione delle fasi di fabbricazione della catena del valore da quei paesi, sono un lascito del passato. L’imprenditorialità cinese, soprattutto quella privata, partita spesso dal nulla, può oggi puntare a produzioni di qualità sempre più elevata sotto il profilo tecnologico e a posizioni di leadership sul mercato globale. Xi Jinping può oggi permettersi di affermare realisticamente che la Cina deve diventare entro il 2030 una “cyber-superpotenza” con un ruolo guida nel mondo nell’intelligenza artificiale.

Stato e mercato
Ma Xi Jinping si trova anche di fronte a problemi e sfide strutturali ancora aperti. Uno riguarda il rapporto tra mercato e Stato. In Cina il ruolo delle imprese di Stato è ancora determinante. I settori considerati strategici (strade, ferrovie, aviazione, produzione e distribuzione di energia, industrie di base come l’industria siderurgica, quella dell’alluminio e l’industria petrolchimica, settore militare) sono rimasti sotto il controllo delle imprese di Stato, che continuano a essere le più importanti tra le imprese cinesi anche a livello mondiale.

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