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Michele Caruso, brigante

di - 28 Marzo 2018
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– l’11 dicembre del 1863 Michele Caruso viene fucilato dai militi di Pallavicini a Benevento, fuori porta Calore, sprezzando la folla che lo insulta.

Tra il 1860 e il 1870 il brigantaggio che, seppure a fasi alterne, infuriò nel Mezzogiorno continentale d’Italia causò almeno 20mila morti: oltre 5mila tra le forze dell’ordine, oltre un migliaio tra i civili (vittime dei briganti, ma anche delle truppe che li combatterono), oltre 10mila tra i fuorilegge. Il sangue scorse a fiumi. Inaudite atrocità vennero perpetrate, da ambo le parti. I danni economici, specie per l’agricoltura meridionale, furono ingenti.

Il fenomeno venne da ultimo stroncato, con durezza militare estrema e con leggi anche incostituzionali, liberticide, a cominciare dalle fucilazioni senza processo di banditi e manutengoli, veri o presunti. La dimensione sociale e culturale del fenomeno, sebbene da più parti denunciata, venne nei fatti trascurata.

Ma coloro i quali attribuiscono valore politico al brigantaggio nell’intero decennio post-unitario, immaginando una lotta di consapevoli partigiani politicamente motivati per la difesa e per la rinascita del borbonico Regno delle Due Sicilie contro il “piemontese” invasore, non possono disconoscere che molto spesso i loro “patrioti” erano delinquenti, efferati assassini, belve sanguinarie. Oltre a Caruso furono tali, fra i numerosi altri, lo stesso Carmine Crocco Donatelli (che arrivò a comandare fino a duemila armati, molti a cavallo), Coppa, Schiavone, “Sergente Romano”, “Ninco Nanco”, i due La Gala, “Pizzichicchio”, Tortora, “Coppolone”, Gravina, “Egidione”, Palmisani, “Ciucciariello”, Masini, “Capraro”. Mutilavano il mento dei militi; li bruciavano vivi; macellavano corpi, fino all’antropofagia; spaccavano teste a colpi di pietra; ammazzavano civili, donne, bambini, religiosi; torturavano; cavavano occhi; tagliavano orecchi; rapinavano, rapivano, ricattavano; stupravano; scannavano animali, saccheggiavano, distruggevano messi, masserie, interi paesi.


Fonti:
De Blasio, A. Il brigante Michele Caruso, Napoli, 1910;
Sangiuolo, L. La comitiva del colonnello Caruso, Benevento, 1975;
Mottola, J., Fanti e briganti nel Sud dopo l’Unità, Lecce, 2012;
Ciocca, P., Brigantaggio ed economia nel Mezzogiorno, in “Rivista di Storia Economica”, 2013 (con bibliografia).

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