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Michele Caruso, brigante

di - 28 Marzo 2018
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– il 26 agosto del 1863 la banda Caruso, forte di una trentina di cavalieri, si scontra a Pontelandolfo con una compagnia del 39° fanteria, perdendo un brigante;

– il 31 agosto del 1863 Caruso, in contrada Santa Maria presso Morcone, fa giustiziare tre dei suoi, disertori e spie;

– il 1 settembre del 1863, in contrada Decorata frazione di Colle, Caruso e quaranta banditi a cavallo assassinano il figlio del contadino Giorgio Marino, che feriscono gravemente, per poi fucilare due contadine, ammazzare – uniti alla banda di Tittariello – tre massari per provare la polvere da sparo e sterminare altri contadini, fra cui un’intera famiglia, in contrada Caucinuto presso Castelvetere;

– il 3 settembre del 1863, mentre desinava con Schiavone presso Molinara, Caruso fa uccidere Concetta Chiavari perché questa, di fronte a loro, si inginocchiava e piangeva;

– il 5 settembre del 1863 in contrada Calisi presso Paduli Caruso uccide con un colpo di fucile Antonio Tini, latore di un plico per i bersaglieri;

– il 6 settembre del 1863 a Torrecuso la banda Caruso attacca e mette in fuga una decina di guardie nazionali e militi;

– il 7 settembre del 1863, presso Castelvetere Valfortore, la banda stermina diciotto fra uomini, donne, vecchi e fanciulli;

– il 9 settembre del 1863 le bande Caruso, Schiavone e Varanelli attaccano San Bartolomeo in Galdo, ammazzano  una quindicina di guardie, poi Caruso retrocede, fa bottino nelle masserie, sequestra e uccide almeno altre cinque persone;

– il 13 settembre ad Apice Caruso violenta una ragazza davanti ai proprietari della masseria Carbone;

– il 19 settembre del 1863 presso la masseria S. Auditorio Caruso stupra Anna Belmonte e fa stuprare da tre dei suoi un’altra ragazza;

– il 30 settembre del 1863 la banda Caruso, presso Apice, incendia messi e distrugge una mandria di bovini;

– il 4 ottobre del 1863 Caruso, con quarantacinque uomini, dopo aver rapinato la diligenza “La Giornaliera” Napoli-Campobasso, ha uno scontro a fuoco con la compagnia del capitano Potoski, del 45° fanteria, presso S. Croce di Molara, uccidendo nove militi;

– il 5 ottobre del 1863 Caruso, scorrendo con sessanta briganti la zona compresa fra S. Croce del Sannio e Morcone, fa fucilare uno dei suoi che si lamentava per le privazioni, quindi nei pressi di Morcone, in contrada Cuffiano, fa a pezzi otto persone – uomini, donne, bambini – della masseria De Maria e fa stuprare da quasi tutta la comitiva, fino alla morte, la donna più giovane;

– il 6 ottobre del 1863, nell’attuale San Giorgio del Sannio, Caruso prova la polvere da sparo prendendo a fucilate nove contadini, cinque dei quali muoiono;

– il 12 ottobre del 1863 Caruso rapisce e stupra a Decorata di Colle Sannita, presso Riccia, Filomena Ciccaglione – a cui il 1 settembre aveva ucciso il padre – per poi in Puglia sterminare una famiglia;

– il 13 ottobre del 1863, con quaranta dei suoi, Caruso scanna sette mucche della masseria d’Andrea di Volturara Appula e tronca la mano destra del massaro Antonio Piciuti;

– il 15 ottobre, a S. Nicandro, Caruso fa sgozzare le vacche di Luigi Pertosa, che non ha altro da dargli;

– il 16 ottobre del 1863 la banda Caruso presso Lucera si scontra con le forze dell’ordine, subendo una perdita;

– il 17 ottobre del 1863 a Casalvecchio quaranta briganti circondano la masseria Monachella in agro di Castelnuovo, presso Torremaggiore, e Caruso taglia di sua mano a rasoiate la gola di tredici (ventuno?) vaccari, finiti con la sciabola dal compare Nicola Tocci. Salgono così a 75 i contadini assassinati dalla banda in circa due mesi;

– il 18 ottobre 1863 il 6° squadrone lancieri di Montebello elimina cinque uomini e sette cavalli della banda Caruso;

– il 19 ottobre del 1863 nel territorio di Castelnuovo, presso Roseto, la banda Caruso perde tre elementi in scontri con le guardie nazionali e con una compagnia del 26° fanteria;

– il 20 ottobre del 1863 alla masseria Reggente presso Lucera Caruso ammazza una contadina per poi perdere due uomini e quattro cavalli in una sparatoria con gli usseri;

– il 28 ottobre del 1863 a Foiano i pochi uomini rimasti a Caruso uccidono un contadino, Lucido Bocchino ;

– il 25 novembre del 1863, sulla montagna di San Giorgio la Molara, Caruso elimina un suo compagno, perché debole e febbricitante;

– il 27 novembre del 1863 Caruso assassina nel bosco di Castelpagano due contadini che non avevano voluto entrare nella sua banda;

– il 6 dicembre del 1863 sette briganti di Caruso – che è altrove – si asserragliano in una masseria di Montefalcone in Valfortore e nel conflitto a fuoco feriscono due contadini prima di venire tutti uccisi;

– il 7 dicembre del 1863, grazie alla spiata della Ciccaglione, Caruso con un compare viene sorpreso e catturato in una pagliaia nel tenimento di San Giorgio la Molara, condotto a Molinara, quindi a Benevento, dove subisce processo sommario e viene condannato a morte, sebbene si dichiari prigioniero politico, difensore del Re Borbone, e si proponga poi come delatore per il generale Pallavicini, che respinge l’offerta;

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