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L’Unione Europea dopo Bratislava

di - 18 Ottobre 2016
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Nel loro primo incontro informale a ventisette dopo il referendum sulla Brexit a Bratislava i Capi di Stato e di Governo dell’Unione hanno fatto sfoggio di unità, affermando che “per quanto un paese abbia deciso di lasciarla, l’Unione Europea resta indispensabile per tutti gli altri” (e nelle circostanze attuali si tratta di una affermazione certamente meritoria), e ribadendo l’impegno di “offrire ai cittadini…la visione di una Unione Europea…di cui possano fidarsi e che possano sostenere”. Nella road map acclusa alla Dichiarazione conclusiva, che formalmente rispecchia solo le proposte dei Presidenti del Consiglio Europeo, del Consiglio e della Commissione a conclusione della discussione svoltasi nella riunione informale, è delineata una serie di iniziative e di misure in vari settori, dall’immigrazione alla sicurezza interna, dalla difesa allo sviluppo sociale ed economico, da realizzare nella prospettiva del sessantesimo anniversario del Trattato di Roma che ricorrerà il prossimo anno. Ma il tempo delle dichiarazioni è ormai finito, e quello delle realizzazioni concrete non sembra essere ancora giunto. La genericità di alcune delle espressioni usate nel documento conclusivo del Vertice informale conferma che il consenso sulle formule nasconde spesso la difficoltà di mettersi d’accordo sulla sostanza…

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