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Energia elettricaCorte Costituzionale, sentenza 5 novembre 2015, n. 215

di Redazione di ApertaContrada - 7 Gennaio 2016
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La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge della Regione Veneto 22 ottobre 2014, n. 30, nella parte in cui dispone una generalizzata deroga all’obbligo di autorizzazione per le modifiche di tracciato degli impianti elettrici esistenti che non superino i 500 metri.
Ad avviso della Corte, tale norma opererebbe un’indebita restrizione del campo di applicazione della disciplina in materia di valutazione di impatto ambientale, violando di conseguenza la potestà legislativa esclusiva dello Stato in materia di “tutela dell’ambiente”.
Invero, nella logica del legislatore statale, di cui al d.lgs. n. 152 del 2006, la variante al tracciato di un elettrodotto, anche di scarsa entità, non può essere esclusa da una qualche forma di controllo preventivo: essa deve essere assoggettata ad una prognosi sulle specifiche ripercussioni negative che possano derivare al contesto territoriale interessato dall’opera.
La legge regionale impugnata, invece, contemplando tra gli interventi esenti da preventiva autorizzazione tutte le varianti di tracciato degli impianti elettrici esistenti inferiori a 500 metri, a prescindere dal loro concreto impatto sui valori ambientali, ha l’effetto di sottrarre automaticamente tali opere anche alla valutazione di impatto ambientale, che del procedimento di autorizzazione costituisce presupposto o parte integrante.

http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2015&numero=215


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