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Le criticità ambientali come questione istituzionale

di - 1 Dicembre 2008
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Gli impatti dei cambiamenti climatici vanno al di là delle società umane, e coinvolgono anche gli ecosistemi di tutto il mondo. Rosenzweig (…) [ed altri n.d.r.] (…) hanno confermato che i cambiamenti climatici stanno impattando in maniera significativa sulla biofisica di tutti gli ecosistemi mondiali. Si stanno sciogliendo i ghiacciai di tutti i continenti, i laghi e i fiumi si stanno scaldando, l’erosione delle coste è in aumento, la primavera sempre più anticipata sta avendo gravi conseguenze sulle piante che fioriscono sempre più in anticipo, e sui periodi di migrazione e di riproduzione di alcune specie e, soprattutto negli oceani, alcune specie stanno migrando sempre più a nord a causa dell’aumento della temperatura dell’acqua. Williams (…) [ed altri n.d.r.] (…) sostengono che a causa dei cambiamenti climatici, nelle zone tropicali e subtropicali si rileveranno condizioni climatiche sempre più calde, mentre le condizioni climatiche tipiche di regioni tropicali montane e di regioni polari molto probabilmente scompariranno. La scomparsa così rapida di questi climi fa aumentare la probabilità che le specie non riescano ad adattarsi; per esempio, ai tropici sono molte le specie che non riusciranno a farlo. Williams (…) [ed altri n.d.r.] (…) avvertono che il rischio più grande di estinzione di massa risiede nei tropici, dove la biodiversità è anche maggiore. Questi allarmi si aggiungono a quelli avanzati dal quarto rapporto dell’IPCC, che aveva già stabilito che oltre il 30% delle specie sarà a rischio estinzione con un aumento della temperatura di 1,5-2,5 gradi rispetto alle temperature attuali. (…)”

C.    L’economista William Nordhaus nel suo recente lavoro “A question of balance” (Yale University Press 2008) ha sottolineato la complessità delle problematiche connesse con il “Global Warming” e la necessità di assumere decisioni rapide ed efficienti evitando di costruire progetti troppo ambiziosi che con ogni probabilità porterebbero a compromessi politici/diplomatici con conseguenti eccezioni, scappatoie, esenzioni. Nel suo libro si legge:

“The summary message of this book is that climate change is a complex phenomenon, subject to great uncertainty, and changes in our knowledge occur virtually daily. Climate change is unlikely to be catastrophic in the near term, but it has the potential for serious damages in the long run. There are big economic stakes in designing efficient approaches. The total discounted economic damages with no abatement are on the order of $23 trillion. These damages can be significantly reduced by well-designed policies, but poorly designed ones, like the current Kyoto Protocol, are unlikely to make a dent in the damages, will have substantial costs, and may cool enthusiasm for more efficient approaches. Similarly, overly ambitious projects are likely to be full of exemptions, loopholes, and compromises and may cause more economic damage than benefit.
In the author’s view, the best approach is one that gradually introduces restraints on carbon emissions. One particularly efficient approach is internationally harmonized carbon taxes – ones that quickly become global and universal in scope and harmonized in effect. A sure and steady increase in harmonized carbon taxes may not have the swashbuckling romance of crash program, but it is also less likely to be smashed on the rocks of political opposition and compromise. Slow, steady, universal, predictable, and boring – these are probably the secrets for successful policies to combat global warming.”

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