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La salute del Servizio Sanitario Nazionale: ApertaContrada intervista Claudio De Vincenti alla ricerca dei sintomi, della diagnosi e delle possibili terapie

di - 28 ottobre 2011
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Intervista al Prof. De Vincenti sul volume Astrid “La sanità in Italia Organizzazione, governo, regolazione e mercato”

Il valore primo del Quaderno di Astrid, “La Sanità in Italia”, oggetto della nostra intervista a Claudio De Vincenti, curatore e autore della pubblicazione (assieme a Renato Finocchi Ghersi e a Andrea Tardiola), è probabilmente quello di essere efficacemente riuscito nel chiaro intento di riunire in un unico contributo gli aspetti caratterizzanti e le problematiche centrali dello scenario sanitario italiano, assumendo, grazie alla sua esaustività, un ruolo di guida e di orientamento nel non facile dibattito odierno intorno alle numerose incognite riguardanti il futuro del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Non dimenticando di evidenziare i punti di forza di questo modello, gli autori identificano tutti i limiti di un’idea di tutela che, forte di un’impostazione iniziale complessivamente vincente, appare, oggi, esitante dinnanzi a oggettive esigenze di ammodernamento e minacciata nella sua stessa filosofia di fondo da una (voluta?) inerzia endemica.
Prendendo le mosse dalla innegabile constatazione dell’esistenza di importanti sfide che i sistemi di welfare dei paesi sviluppati, in generale, e quello italiano, in particolare, si trovano ad affrontare, occorre ragionare attentamente intorno a cosa abbandonare, cosa cambiare e cosa, invece, portare con sé in una necessaria operazione di riforma che, sia pur tra attriti, incertezze e contraddizioni, impegna da anni l’agenda politica dei governi di ambedue gli schieramenti, per evitare che il ritardo e l’emergenza giustifichino interventi incoerenti e che si possano nascondere, dietro alla necessità di soddisfare esigenze reali, scelte politiche difficilmente spiegabili alla luce dell’interesse economico-sociale del nostro paese e del benessere del cittadino contribuente. La posta in gioco è alta: la sanità non è soltanto un insieme di servizi, ma un potentissimo motore di sviluppo economico, un gigantesco bacino occupazionale, uno sbocco altamente profittevole per investimenti in alta tecnologia, un circuito di finanziamenti e risorse importanti per tutto quanto concerne la R&S e, soprattutto, è un settore a domanda inesauribile, ininterrotta e potenzialmente sempre crescente. Gli interessi coinvolti sono tanti, vitali per la società civile, per la finanza pubblica, per l’imprenditoria e il mondo del lavoro e spesso collidenti, ma forse ogni scelta deve essere compiuta salvaguardando e mai sacrificando l’obiettivo primo, che dovrebbe essere e dovrebbe rimanere la salute degli individui.
Ed è proprio nello sforzo di comporre tensioni divergenti, tutte in principio legittime, che il mondo politico è chiamato a realizzare un quadro di riferimento chiaro, un’infrastruttura giuridica solida, nella consapevolezza, però, che nella definizione di nuovi equilibri è sempre, inevitabilmente, espresso un giudizio di valore.
Tutto questo emerge con lucidità e onestà intellettuale nell’intera trattazione, a prescindere dalla tematica affrontata e dalla sua delicatezza politica. Data l’impossibilità di dedicare, in questa sede, un’attenzione adeguata a tutti gli elementi che, in vario modo, compongono il sistema-salute, abbiamo preferito selezionare tre macro-tematiche, ampiamente e dettagliatamente affrontate nel volume, che esprimono bene il senso e la portata di questa complessità e multidimensionalità: la farmaceutica, la sanità integrativa e la questione della qualità, in particolare nel rapporto con l’elemento concorrenziale.

La parte terza del Quaderno Astrid si apre con un importante capitolo di cui Lei è l’autore. Nel titolo, “Mercato e intervento pubblico nel crocevia della farmaceutica”, si vuole appunto mettere in primo piano la valenza molteplice che la farmaceutica e le sue prospettive di sviluppo rivestono per il cittadino, per lo Stato e per l’industria italiana del farmaco (la quale si colloca per produzione e ampiezza del mercato nelle prime posizioni europee e mondiali), al punto che la riforma del 2007 è da Lei valutata nella sua capacità di rispondere a esigenze contrapposte.
Vorremmo, appunto, chiederLe in che misura la nuova normativa si è dimostrata capace di realizzare una piattaforma di regole e di garanzie che fosse in grado di favorire una sana competizione tra le imprese, un dinamismo proficuo e la stabile crescita di un settore fortemente profittevole e fisiologicamente prossimo all’avanguardia scientifica (e, quindi, centrale per l’intera economia italiana), incanalando, però, lo sviluppo dell’industria farmaceutica nel quadro della valorizzazione dei prodotti innovativi di certificata efficacia (auspicati dal cittadino-paziente, ma mortificati dall’elevato volume di investimenti richiesti dall’attività di ricerca e dall’incertezza degli esiti), senza che tale sforzo si riversasse sulla già precaria situazione della nostra finanza pubblica. Al di là dell’impatto della legislazione nazionale vigente, qual è il ruolo che un’opzione per la regolazione dei prezzi e, in particolare per un differente pricing tra i prodotti nuovi e i farmaci off-patent, è in grado di giocare nel determinare una convergenza tra l’interesse degli assistiti del SSN a fruire di terapie e trattamenti sempre più efficaci, l’inevitabile tensione dell’industria farmaceutica ai facili profitti (lei stesso denuncia il numero molto limitato di farmaci innovativi presentati, oggi, dalle imprese per l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio, AIC) e l’attenzione del governo all’equilibrio dei conti e, in quanto garante dell’interesse collettivo, al benessere psico-fisico dei propri cittadini?

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