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E-government e E-procurement

di - 8 Febbraio 2010
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Un’ultima considerazione di diritto: secondo me oggi noi non abbiamo ancora neppure idea di quali problemi di diritto potranno sorgere attorno a questa questione e da questo tipo di gestione.

Se nella mia carta di identità elettronica scrivono “Filippa” anziché “Filippo”, il problema è semplice: si sono sbagliati. Ma quali problemi di diritto possono venirne fuori? Possono certo sorgere problemi di rapporti tra fonti ma è ancora un bagaglio di vecchi problemi. Io sento che con l’informatica una gran quantità di problemi tradizionali verrà semplicemente accantonato ma che molto probabilmente altri ne nasceranno; non so dire quali saranno, ma ho l’idea che ciò accadrà.

Passo così all’e- procurement.

Nell’e-procurement qualche nuovo problema di diritto c’è già.  Riduciamolo a termini elementari. Anziché fare gare nelle quali c’è qualcuno che esamina offerte, che dice se questo è meglio dell’altro, tutti gli elementi rilevanti ai fini dell’aggiudicazione vengono standardizzati, tradotti in numeri, in bit, ed inseriti nel programma. Quindi c’è un mare di queste cose che si traduce in moduli ben precisi e dettagliati e a questi l’offerente deve apporre una indicazione, far riferimento, offrire qualcosa di più, qualcosa di meno, avanzare un prezzo.

Dunque qui si ha un sistema aperto a tutti i possibili impieghi, laddove i requisiti del servizio, delle attrezzature e dei beni di cui si parla siano riducibili a quantità definite. Noi abbiamo un sistema dinamico di acquisizione, una cosa divertentissima: per la prima volta noi abbiamo un negozio per le pubbliche amministrazioni, nel quale sono messi in bella vista, in digitale, il prodotto A, il prodotto B, il prodotto C, con un certo prezzo e in cui l‘amministrazione che ne ha bisogno va, clicca e paga con carta elettronica e si vede recapitare le cose di cui necessita. Sono acquisti fatti dalla principale centrale acquisti che abbiamo noi, la CONSIP, che fa queste gare per tutte le pubbliche amministrazioni, sia per oggetti specifici sia per blocchi di oggetti che sono di comune impiego.

Anche qui il problema è che l’informatica è oggi utilizzata nel tentativo di semplificare la fornitura di elementi, tipo le prequalifiche, le qualifiche, i requisiti di cittadinanza, tutte cose che potrebbero essere gestite anche digitalmente in modi molto più semplici, ma resta sempre aperto lo spazio per valutazioni che facilmente potrebbero essere facilmente sostituite da una più puntuale previsione di modifiche di miglioramenti da parte dei concorrenti in modo da rendere la gara più sicura e più affidabile.

Se non mi inganno, i tempi perché ciò accada saranno molto più brevi di quanto si pensi, perché il recepimento della direttiva che disciplinerà la nuova tutela giurisdizionale nei confronti delle gare dell’aggiudicazione da parte delle amministrazioni, porterà cambiamenti straordinari e la tutela giurisdizionale verrà dimezzata: quindi il rimedio non potrà che essere una più ampia gestione digitale delle gare.

Conclusione: siamo di fronte ad uno strumento che sembra puramente tecnologico, ma la cui versatilità è in realtà infinita, molto vicina a quella della testa umana; occorre solo saperla e volerla utilizzare in modo corretto.

Se ciò accadrà, credo che il sogno di migliorare la pubblica amministrazione, di ridurre i costi  burocratici che da soli ci siamo imposti (perché le esigenze di controllo sono quelle che sono e non possono essere trascurate), sarà soddisfatto e quindi: viva l’informatica!

Grazie.

Fulvio Costantino: “Un Commento”

3 spunti e un filo rosso
Sul tema della digitalizzazione della pubblica amministrazione, alla luce dell’intervento del prof. Satta, vorrei offrire tre spunti e un filo rosso.
Primo. Il filosofo Carlo Sini da anni si chiede  da dove vengano i pensieri, quale sia la loro origine. La sua risposta è: dagli abiti, dalle pratiche, dai saperi. Egli mi pare voglia dire che i pensieri sono originati dalle cose che accadono ed emergono dai contesti e dagli stili che si vivono e adottano.
Secondo. Heidegger ci ha detto che abitiamo nella civilità della tecnica, ci ha parlato del dominio della tecnica e ci ha spiegato che l’uomo non è ancora al passo della tecnica: l’uomo è rimasto indietro rispetto alle sue creazioni e alla loro logica, e si deve adeguare.
Terzo. La storia della comunicazione ci ha spiegato che l’uomo della civilità omerica è diverso dall’uomo della civiltà della stampa o della civiltà informatica. Il primo non usa la vista ma l’udito, fa ricorso alla memoria, e nel comunicare ricorre a ripetizioni. Il secondo fa ricorso alla vista, ha pratica di discorsi ben strutturati, che procedono secondo una logica ben definita, ha meno bisogno della memoria. Il terzo è un errante, perchè vive e ragiona secondo la logica del link, che gli consente di saltare da un testo  all’altro, e così di seguire percorsi di ricerca personali, attraverso infiniti rimandi. Si tratta di uomini diversi.
Il filo rosso. La tecnica cambia l’uomo, fin dal modo di pensare e di agire, e cambia il mondo; e non ha senso chiedersi se in meglio o in peggio; la tecnica lo ha sempre fatto, perchè anche la narrazione orale è una tecnica.
Chi studia l’informatizzazione dell’amministrazione ha perciò l’opportunità non tanto di vedere l’informatica come un  succedaneo della carta, quanto di cogliere come la logica dell’informatica possa reinterpretare e trasformare la partecipazione, l’organizzazione, l’attività, il contenzioso in modo utile a tutti.

C. SINI, Gli abiti, le pratiche, i saperi, Milano, 2003
M. HEIDEGGER, Die Frage nach der Technik in Vorträge und Aufsätze, Neske, Pfullingen 1954, ed. it. La questione della tecnica, Saggi e discorsi, a cura di G. VATTIMO, Milano, 1976;
M. BALDINI, Storia della comunicazione, Roma, 2003;
A. ROMANO, Il cittadino e la pubblica amministrazione, Il diritto amministrativo degli anni ’80, Atti del XXX Convegno di Studi di scienza dell’amministrazione, Milano 1987, anche in Scritti giuridici in memoria di V. Bachelet, I, Milano, 1987, 521;
P. CIOCCA – F. SATTA, La dematerializzazione dei servizi della P.A. Un’introduzione economica e gli aspetti giuridici del problema, Diritto amministrativo, 2008, 283-296;
F. COSTANTINO, art. 12 l. 205-2000, Commentario alle leggi di giustizia amministrativa, a cura di A. ROMANO – R. VILLATA, Padova, 2009.

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