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La “sapienza breve”

di - 4 febbraio 2010
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1. Sapienza è l’insieme delle conoscenze. Oggetto di tradizione per secoli e millenni: la cultura contadina, quella popolare, della piccola borghesia, il pensiero borghese. Tutte forme di sapienza “lunga”. Che si forma durante secoli. Che rimane nei singoli radicata e profonda.
La sapienza lunga è ben distinta dalla conoscenza scientifica. Non è incompatibile. Anzi la prepara. In ciò che la tradizione trasmette sono compresi principi morali, la durezza del lavoro, la responsabilità del vivere umano, l’impegno che tutto questo comporta.
Solide motivazioni che a fine ottocento caratterizzavano musica, letteratura, scienza. La scienza, l’approfondimento della conoscenza, salvo rare eccezioni, non veniva stimolata da prospettive di guadagno personale. Era il contributo che si doveva allo sviluppo della umanità. Nella musica, nel compositore, nell’esecutore, nell’ascolto, al godimento immediato era intimamente connessa la percezione del sacro.
Il “Ballo excelsior” mitizzò la fiducia nello sviluppo umano, lineare, continuo.

2. E’ subentrato con il novecento il “secolo breve” (gli anni orribili, dalla fine del primo decennio al principio dell’ultimo). Si avvertiva per la prima volta la percezione che l’intero mondo era interconnesso. Lo confermava, tragica prova, una guerra che per la prima volta otteneva la qualifica di “mondiale”. Avrebbe provocato immani carneficine.
La consapevolezza che il pianeta è un tutto integrato diveniva acquisizione definitiva. Una seconda guerra “mondiale” lo avrebbe dimostrato. Le grandi stragi, peculiare effetto delle guerre, sono diventate fenomeno ricorrente. Dovuto a cause diverse: il terrore quale strumento per conquistare il potere e per mantenerlo; il terrore di gruppi minoritari, veicolo per radicarsi nella società; la morte per fame, per malattie epidermiche, per incidenti sul lavoro od anche semplicemente stradali.
Dalle due grandi guerre sono originati sconvolgimenti fuori da ogni previsione. Dalla prima, nuove ideologie che si distinguevano da quelle antecedenti per il carattere non religioso, politico (collettivismo), economico (il denaro, il consumismo). Si affermarono regimi autoritari, contrastando la tendenza ad una maggiore democrazia, ritenuta irreversibile. La prima guerra sarebbe sfociata a breve in una grande crisi economica a sua volta definita mondiale.
La crisi economica ha alimentato i fattori che avrebbero portato alla seconda guerra, la cui mondialità sarebbe stata ancora più evidente che nella prima. Si arriva alla pace. Il mondo contempla attonito uno scenario inatteso, assolutamente nuovo. Il mondo ripartito in due blocchi. Quello del “mondo libero”, facente capo agli USA, che comprendeva tutte le democrazie occidentali. Il secondo, collettivista, facente capo all’URSS. Protezione militare, aiuti economici e materiali, forme di dominanza evidenti o celate sostenevano i due blocchi. L’egemonia di USA ed URSS appannava la luce di Stati che per il passato avevano svolto ruoli di grande potenza.
Due ulteriori caratteri segnavano il “secolo breve”. Lo straordinario sviluppo tecnico e scientifico e la constatazione che lo stesso era dovuto agli enormi investimenti, prima dei principali belligeranti, poi soprattutto delle due potenze egemoni (ma principalmente gli USA) per le esigenze della difesa e dell’attacco. Il modo di vivere comune, nei Paesi più evoluti, non sarebbe stato più quello dell’anteguerra. Lo avrebbero caratterizzato nuovi materiali, rapidità ed economicità delle comunicazioni terrestri ed aeree, la trasmissione della voce, delle immagini e documentale in tempo reale dall’una all’altra parte del mondo, l’eliminazione di morbi degenerativi e devastanti ad opera di nuove famiglie di farmaci. Effetti degli investimenti militari sarebbero stati lo sbarco sulla luna, i tentativi diretti alla conquista del cosmo. Ma anche la realizzazione di armi di distruzione di massa, il cui impiego potrebbe condurre alla scomparsa di gran parte della esistente umanità.
Fattori ed eventi hanno provocato effetti indiretti, la cui portata supera quella stessa dei fattori causanti. Si sono imposti nuovi modelli di vita: la totale parità dei sessi, persino la confusione dei sessi; la indipendenza reciproca dei componenti i nuclei familiari; una diffusa tendenza alla mobilità; con la mobilità la sua controfaccia, la compromissione della stabilità. Quando in seguito sarebbero venute meno le condizioni che favorirono la mobilità (un posto di lavoro alternativo) si sarebbe avvertito il morso della attenuata stabilità o addirittura della sua scomparsa. Allo sbarco sulla luna si è accompagnata la constatazione della quasi certezza di non riuscire a realizzare contatti, quanto meno entro un certo numero di secoli, con umani-simili insediati su altri pianeti. Di qui un senso, sottile, non dichiarato ma profondo, di sgomento e di solitudine. Solitudine che si accompagnava allo scompaginamento della famiglia. Alla solitudine si sarebbe coniugato lo sgomento. I nuovi mezzi di intrattenimento, cinema, televisione, sport di massa sarebbero stati presto dominanti degli interessi economici. Per vendere i prodotti sarebbero stati creati di continuo eventi, lanciati nuovi modelli che come i precedenti sarebbero divenuti presto obsoleti. La “fantasia al potere” fu una massima di grande successo. È l’emblematica espressione della “sapienza breve”. La fantasia per sua natura è mutevole.

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