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Il Principe e il Pirata

di - 6 luglio 2009
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Il principe (incumbent) e il pirata (informatico). La competizione sulla nuova rete nella bozza di Raccomandazione della Commissione europea.

Quasi nel totale silenzio è passata la notizia che il tanto annunciato pacchetto in materia di telecomunicazioni, concordato tra Parlamento e Consiglio, non verrà approvato da questo Parlamento Europeo.
Il 6 maggio infatti il Parlamento aveva approvato in seconda lettura, a larga maggioranza, il testo che avrebbe da un lato realizzato l’unificazione delle direttive quadro, accesso, autorizzazioni, servizio universale, Privacy e GSM, e dall’altro istituito l’Authority europea per le telecomunicazioni, la cd. BEREC.

L’iter si è arenato su un ostacolo solo apparentemente banale: le restrizioni da applicare a chi effettua download di contenuti illegali dalla rete. Tema molto dibattuto, dal momento che in Francia la legge Hadopi, che imponeva ai provider di sospendere la connessione internet a chi fosse stato richiamato per tre volte, è stata ritenuta illegittima dalla Corte costituzionale perché contraria al diritto umano del “libero accesso ai servizi di pubblica comunicazione online“. Il Parlamento europeo aveva, in concomitanza con l’emergere di queste vicende, deciso di inserire un emendamento per richiedere ai regolatori nazionali il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini dell’Unione europea, compresi di quelli che scaricano contenuti protetti da copyright dalla rete. Proprio su questo punto Parlamento europeo e Consiglio non hanno raggiunto un accordo.

Il testo è stato attualmente assegnato al Tavolo di conciliazione, il quale avrà otto mesi di tempo per approvare il testo. I lavori, però, probabilmente non inizieranno prima della fine dell’anno: in breve, l’intera riforma è a rischio.

A questo quadro, in relazione al tema delle reti, che abbiamo iniziato ad esaminare per questa rivista (http://www.apertacontrada.it/2009/03/20/la-separazione-della-rete-di-telefonia-fissa) si è aggiunto un ulteriore elemento .
E’ stata infatti aperta la consultazione sulla seconda bozza della raccomandazione della Commissione Europea in materia di regolamentazione delle reti NGA, che si chiuderà il 24 luglio. La Commissione dovrebbe adottare entro la fine del 2009 detta raccomandazione, sulla base delle osservazioni pervenutele (http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/library/public_consult/nga_2/index_en.htm).
Il testo presentato è stato oggetto di forti critiche, provenienti da più parti: nella bozza si guarda infatti con favore alla creazione di reti multi fibra (realizzate, viste le circostanze, da operatore incumbent e uno – o più – concorrenti) con condivisione degli investimenti e dei rischi: la UE richiede alle Authority di ritenere soddisfatta la disciplina antimonopolistica, per cui non sarebbe necessario offrire l’accesso all’infrastruttura ad altri operatori, in quanto la disponibilità di diverse fibre basterebbe a garantire la concorrenza.
L’ECTA, associazione di operatori telefonici europei alternativi, si è mostrata contraria a questa proposta, che ha considerato configurare un’ipotesi di vacanza regolamentare, categoria anche di recente fortemente avversata dalla Commissione (si v. il caso Deutsche Telekom, citato nel nostro precedente articolo, e le cui conclusioni sono in allegato a questo articolo): si verificherebbe – sostiene l’associazione – una riduzione della scelta dei consumatori e un incentivo a pratiche collusive tra gli operatori.
Anche il Gruppo dei regolatori europei (Erg) che rappresenta le Authority nazionali ha bocciato la proposta, in quanto farebbe venire meno la figura dell’operatore dominante senza che le autorità nazionali debbano effettuare analisi dei mercati di riferimento e senza che possano intervenire per rimuovere gli ostacoli alla competizione.

Insomma, l’attuale dibattito sugli investimenti sulla rete di nuova generazione e sulla regolazione della concorrenza si muove tra questi soggetti: tra i pirati, che arrivano indirettamente a bloccare il pacchetto telecomunicazioni, e i principi, gli incumbent, il cui ruolo diventa cruciale nel momento della produzione delle regole relative alle reti, che essi sono per primi chiamati a realizzare.

Si intende offrire alla lettura la proposta di raccomandazione, e in particolare l’allegato III citato, per consentire di seguire più agevolmente il dibattito che seguirà fino almeno alla fine dell’anno, nonché il testo delle Conclusioni dell’Avvocato Generale nel giudizio innanzi al Tribunale di Primo Grado contro DT.

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