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Fondamenti liberali ed etica dell’ambiente

di - 17 aprile 2009
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I fondamenti del pensiero liberale hanno fornito nel tempo molti elementi positivi ed utili per lo sviluppo e per la tutela dell’individuo. Aspetti interessanti e di attualità sono rintracciabili nelle riflessioni concernenti la necessità di assicurare agli individui “chances di vita” sempre più ampie (in armonia con le oggettive possibilità offerte dal contesto storico di riferimento) nonché nelle proposte teoriche liberali volte a ribadire l’importanza della garanzia per ciascun individuo di quote uguali di opportunità in una cornice culturale che considera gli individui “come eguali” (as equals) e che configura le istituzioni giuridiche e politiche come organi volti a garantire e tutelare il diritto di ciascuno ad un “equal concern and respect“.
La disponibilità per gli individui di chances, di opportunità, di quote di risorse è in tale visione fondamentale per assicurare a ciascuno le condizioni di base per poter sviluppare ed attuare aspirazioni e potenzialità in uno scenario di libero confronto tra capacità e competenze soggettive. Tali aspetti sono stati ben evidenziati da Ralf Dahrendorf che – definendo le chances di vita come combinazione di diritti civili ed opportunità di benessere – ha sottolineato che “Le chances di vita sono le impronte dell’esistenza umana nella società: definiscono fino a che punto gli individui possono svilupparsi…[1] .Tali conclusioni si inquadrano in una visione della Storia e della Libertà tipicamente liberale (ed “aperta”) che vede il compito fondamentale delle istituzioni delle società libere come allargamento delle opportunità di vita, come ricerca costante di nuove possibilità per la crescita umana.
Il percorso delle opportunità liberali giunge poi a trasformarsi in una forma “etica” del liberalismo che vede una stretta connessione tra libertà ed eguaglianza. In questo senso il liberalismo statunitense ha – anche attraverso i lavori di Ronald Dworkin – espresso analisi di grande rilievo concentrandosi sul concetto di eguaglianza in termini di opportunità e risorse (e non di “welfare“). Infatti, ad avviso di Dworkin, un livello di benessere analogo/identico per tutti non è ipotizzabile nell’ambito di una visione liberale della società, mentre in una società realmente strutturata ed operante secondo i principi del liberalismo “debbono” essere garantite a tutti quote di opportunità e risorse.
Le azioni politiche e sociali che discendono da una impostazione liberale debbono essere inquadrate nella cornice generale disegnata da due principi fondamentali : A) Principio di pari importanza, in base al quale ogni individuo deve essere messo in condizione di poter realizzare il proprio progetto di vita, le proprie aspirazioni, le proprie potenzialità soggettive; B) Principio di responsabilità particolare, in base al quale ogni individuo è responsabile delle scelte che compie per realizzare se stesso. Scrive Dworkin “… do per scontata l’esistenza di un’etica che presuppone … la nostra responsabilità per le conseguenze delle scelte che compiamo….”. E prosegue “… possiamo arrivare a un modello che identifichi uguaglianza e responsabilità, rispettandole entrambe. Se questa è la terza via, allora dovrebbe essere la nostra via[2].
Questa visione che, in contrasto con Berlin, armonizza le categorie di libertà ed eguaglianza, confligge in realtà anche con la visione di Rawls che – ad avviso di Dworkin – ha molto insistito sulla separatezza dell’ambito della politica rispetto all’ambito dell’etica e, in generale, della filosofia. Dworkin ci dice che il liberalismo deve essere basato su un nesso profondo tra morale e visione politica, tra liberalismo e visioni filosofiche “sulla vita buona“, con un ruolo determinante del principio di eguaglianza liberale. Scrive il nostro Autore: “l’eguaglianza liberale insiste sulla necessità di strategie compensatorie per rimediare, nella misura del possibile, alle diseguaglianze in risorse personali e fortuna[3].
Abbiamo sopra richiamato alcuni aspetti del pensiero di Rawls: è necessario ora ricordare che nelle opere del filosofo statunitense svolgono un ruolo fondamentale i concetti di equità ed uguaglianza. Nella sua opera “Giustizia come equità – Una riformulazione” viene affermato quanto segue: “Noi stiamo cercando un principio distributivo … valido nel contesto di istituzioni che garantiscano le eguali libertà di base (che comprendono l’equo valore delle libertà politiche) nonché l’equa uguaglianza delle opportunità …. Noi diciamo che a tale scopo l’equa uguaglianza delle opportunità non richiede solo che le cariche pubbliche e le posizioni sociali siano aperte nel senso formale, ma che tutti abbiano un’equa probabilità di raggiungerle. Per precisare questa idea di equa probabilità aggiungiamo inoltre quanto segue: supponendo che esista una certa distribuzione delle dotazioni naturali iniziali, quelli che hanno lo stesso livello di talento e capacità e la stessa volontà di usare queste doti dovrebbero avere anche le stesse prospettive di successo indipendentemente dalla classe sociale di origine …. In tutte le parti della società devono esserci prospettive di formazione e di riuscita grosso modo uguali per quelli che hanno capacità e motivazioni simili … bisogna inserire un sistema di libero mercato in una cornice di istituzioni politiche e legali che correggano le tendenze di lungo periodo delle forze economiche in modo da impedire concentrazioni eccessive di proprietà e ricchezza, soprattutto quando è probabile che portino al dominio politico. E la società deve anche assicurare, fra l’altro, uguali opportunità di istruzione a tutti, indipendentemente dal reddito familiare[4].

Note

1.  Ralf Dahrendorf, La libertà che cambia, Laterza

2.  NdR: Terza via rispetto agli “ugualitari” ed ai “conservatori”. Cfr anche Ronald Dworkin, Virtù sovrana – teoria dell’uguaglianza, Feltrinelli

3.  Ronald Dworkin, I fondamenti dell’eguaglianza liberale, Laterza, in Fondamenti del liberalismo, di Ronald Dworkin e Sebastiano Maffettone

4.  John Rawls, Giustizia come equità – una riformulazione, Feltrinelli

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