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La cornice istituzionale della Public Company negli Stati Uniti e nel Regno Unito

di - 21 febbraio 2009
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1. Introduzione [1]

La public company, intesa come la società quotata ad azionariato diffuso (Bearle e Means, 1932; Coffe Jr., 2001), costituisce una tipica istituzione dei Paesi anglosassoni. Autorevoli studiosi hanno infatti rilevato come essa sia un’eccezione negli altri ordinamenti, dove invece la regola è rappresentata da società con uno o più azionisti di riferimento che, controllando l’assemblea attraverso la proprietà concentrata, scelgono gli amministratori ed hanno così il controllo della società stessa (La Porta et al., 1999; Enriques, 2008). Allo stesso tempo, le public companies negli Stati Uniti e nel Regno Unito sono caratterizzate da un quadro regolamentare diverso. La nostra analisi parte quindi dall’osservazione che la public company costituisce un equilibrio stabile in due distinti ordinamenti giuridici.

Il nostro obiettivo è capire se a tale diversità è legata una diversa distribuzione del controllo tra amministratori e azionisti, se cioè non solo il quadro regolamentare sia diverso ma sia differente anche la concreta distribuzione dei poteri tra i due soggetti principali della public company. In questo caso si potrebbe parlare di due diverse tipologie public companies. Il nostro contributo cerca altresì di individuare le caratteristiche comuni del quadro giuridico della public company nei due Paesi e di formulare alcune ipotesi riguardo agli aspetti che appaiono determinanti per l’esistenza di tale istituzione. L’obiettivo finale è di offrire elementi di riflessione al dibattito italiano circa gli elementi necessari per la nascita della public company in Italia e circa le diverse tipologie di tale istituzione tra le quali è possibile scegliere.

Il secondo capitolo di questo lavoro si concentra sulla diversa distribuzione del controllo tra amministratori e azionisti nei due Paesi; il terzo capitolo cerca di descrivere l’importanza del controllo illustrando i vari benefici che possono essere tratti attraverso di esso dagli amministratori. Il quarto capitolo conclude formulando delle ipotesi circostanziate sugli aspetti salienti che un ordinamento deve avere per fare della public company un equilibrio stabile e sulle diverse “ricette” di public company tra le quali è possibile scegliere.

2. La cornice regolamentare della public company negli Stati Uniti e nel Regno Unito e il potere di controllo sulle società

L’ordinamento statunitense, ed in particolare il diritto dello Stato del Delaware – Stato dove gran parte delle società quotate nei mercati americani hanno la loro sede legale e quindi sono sottoposte alla disciplina legale dettata per esse – prevede una particolare distribuzione dei poteri fra amministratori ed azionisti. A differenza del Regno Unito (e di molti ordinamenti dell’Europa continentale, a cominciare da quello italiano), il diritto del Delaware delinea un tipo di società a controllo manageriale, cioè una società in cui i poteri di gestione sono concentrati nelle mani degli amministratori [2].

Si può sostenere che il diritto del Delaware attribuisce poteri tali agli amministratori che essi hanno la possibilità dell’esercizio del controllo, della conservazione del controllo e della cessione del controllo (Bianchi, Bianco et al., 2005; Pacces, 2008). Nel Regno Unito, invece, l’equilibrio dei poteri appare più spostato a favore degli azionisti con riferimento a tutti e tre i profili.

Note

1.  Le opinioni espresse in questo articolo sono strettamente personali e non coinvolgono in nessun modo la Banca d’Italia.

2.  È importante precisare che il diritto societario del Delaware si caratterizza per essere in larga parte derogabile (Welch e Turezyn, 2007), diversamente da quello del Regno Unito (Mayson, French e Ryan 2008).

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